lunedì, 11 febbraio 2008, ore 11/02/2008 00:47

No_Country_for_Old_Men_poster
Non so se
Cormac McCarthy  abbia avuto l'occasione di pronunciarsi in merito, ma credo proprio che sia pienamente soddisfatto del lavoro fatto dai fratelli Coen nell'adattare per il grande schermo questo suo romanzo. Per chi non lo conosce, costui è uno dei maggiori scrittori americani viventi. Con una cifra stilistica ed una poetica ben definite. Che i due fratellacci hanno ricreato in pieno. Perché questo è quello che conta. Non è un paese per vecchi è uno dei pochi romanzi di McCarthy che non ho letto. Mi sa che stavolta basterà la visione del film.

No country for old man è un film splendido. Incrociando generi quali il western, il noir e il thriller, racconta la storia di un reduce del Vietnam che, durante una battuta di caccia ai confini con il Messico, trova i cadaveri di alcuni narcotrafficanti e una valigetta con molti soldi. Che decide di tenere per se, ma che lo costringeranno a fuggire tra Texas e Messico, inseguito da trafficanti messicani, da un killer psicopatico e da un vecchio sceriffo disilluso.

La macchina da presa descrive un mondo che ha ormai perduto ogni innocenza, se mai l'ha avuta. Dove tra il bene e il male ha stravinto il male, senza possibilità di alcun riscatto. Dove contano solo i soldi, che corrompono tutto, persino degli innocui ragazzini in bicicletta. Dove una violenza cieca e brutale ha preso il sopravvento e dove l'ideale della frontiera non esiste più. Dove però permangono ancora alcuni residui di umanità, come nello sceriffo Bell, interpretato magistralmente da un Tommy Lee Jones dolente, malinconico e amaramente ironico. Che non può fare altro che farsi da parte di fronte al nuovo che avanza.

La messa in scena dei Coen è magistrale. Si trovano pienamente a loro agio nelle tematiche dello scrittore americano, al quale  in fondo sono parecchio affini, pur nella loro differenza. Ricostruiscono peckinpahnamente  la brutalità e la violenza del passaggio a questo nuovo che avanza, per l'appunto. E lo fanno senza fronzoli,  in modo secco e antispettacolare, con momenti di humor nerissimo e filmando pochi personaggi quasi archetipici immersi, in tutta la loro solitudine, nell'immensità wilderness del border, che giustamente è personaggio portante della storia, come in tutti i libri di Mc Carthy. I Coen girano infatti con un senso del paesaggio stupefacente e gli attori, tutti, sono da applausi. Soprattutto uno straordinario Javier Bardem, che per il papel del demoniaco killer ha fatto incetta di ogni premio (manca solo la candidatura al nobel...) e il solito grande Lee Jones, in un ruolo che ormai gli calza a pennello, vista la sua performance in un film molto vicino a questo, come mood, quale è Le tre sepolture.

Assolutamente da non perdere
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categoria : cinemi, visions, attualità, americanos

lunedì, 14 gennaio 2008, ore 14/01/2008 12:55

Once è un film delizioso. E' un musical indie dove praticamente "un tipo...incontra una tipa...parlano...si piacciono..." eh eh eh, scusate, non ho resistito a questa citazione per iniziati. Anzi, per un iniziato...
Seriamente, è la storia di un busker dublinese (Glen Hansard, cantante dei Frames) che vive riparando aspirapolveri con il padre, ma che tutti i giorni si fionda su Grafton Street armato di chitarra, singin about love. Incontra una ragazza ceca con filgio e madre a carico, che suona il piano. Si piacciono, tra detto e non detto, decidono di incidere le canzoni del nostro, trasformandosi in una specie di Damien Rice/ Lisa Hanningan.
Il film termina con un pianoforte, uno sguardo su una finestra aperta, con la voce e la chitarra di Glen Hansard che stende un tappeto di soffice malinconia su una storia semplice, sugli amori finiti e su quelli non ancora iniziati, su quello che poteva essere e che non è stato. 
Bel film, carino come può essere un film indipendente sundance style girato con pochi dollari. Con protagonisti veri che scaldano il cuore. Con canzoni bellissime a condurre il gioco. E soprattuto, con Dublino protagonista delle passeggiate dei nostri. Grafton street, Temple bar, le viuzze del centro e la grigia periferia. Bella, dirty old town
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categoria : humour, cinemi, visions

giovedì, 06 dicembre 2007, ore 06/12/2007 13:52

Bella no? Mi sa che l'hanno già postata in molti...e ne trovate altrettante, geniali, proprio tra queste 20 photographs taken at the exact right angle.
Enjoy!!!
(via Luca Castelli, of course)
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categoria : arte, humour, visions

sabato, 27 ottobre 2007, ore 27/10/2007 13:33

Son tornato son tornato! Dopo una cinque giorni macondiana e altri pochi giorni con mio fratello in giro qiui a Barcellona, rieccomi. In una città che ormai ti sembra sempre più piccola, visti gli incontri casuali con persone che conosci, dove meno te lo aspetti. Va beh.

Allora, oggi doverosa segnalazione a questa pagina del New York Times che parla di strani nascondigli urbani indossabili. Che ridere! Mi ha fatto ricordare il vecchio
Sasuke e i suoi teli magici che lo facevano mimetizzare praticamente da qualcunque parte.

Grazie al solito
Inkiostro
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categoria : humour, visions, attualità, my own private life

martedì, 09 ottobre 2007, ore 09/10/2007 01:44

Stasera al cinema ho visto l'ultimo capitolo delle avventure del detective John McLane. Ecco, più che Die hard 4, questo è proprio 2.0, visto il tema trattato. Eh eh. Che poi, al solito in Spagna non temono il ridicolo, ri-titolandolo La jungla, come gli altri tre, stavolta con l'aggiunta di un bel 4.0. Addirittura. Indietro sono, come direbbe qualcuno...

E comunque, stavolta Bruce Willis deve sgominare una banda di cyberterroristi cracker che a colpi di intrusioni nei sistemi informatici sta mettendo in ginocchio gli Stati Uniti. Lo aiuta nella sua impresa un giovane hacker, mentre lui preferisce affrontare i nemici nel solito modo analogico, più che digitale, ascoltando a palla i Creedence Cleerwater Revival.

Che dire di più? Sicuramente questo capitolo è inferiore agli altri tre, specialmente al divertentissimo Duri a morire, ma alla fine si tratta del solito spettacolo fracassone di action pura e ironia, senza nesuna pretesa se non quella di far passare un paio d'ore incollati alla poltrona, divertendosi da matti. Puro cinema di genere, insomma, e va benissimo così. Con l'aggiunta dello spassoso cameo di Kevin Smith (?!?) nei panni di uno stralunato hacker che vive con la mamma.

Solo una cosa: è possibile che il prode McLane riesca a sopravvivere a tutto, addirittura all'attacco di un jet americano, mentre invece non riesce ad evitare di beccare una pallottola nientepocodimenochè da tal Edoardo Costa, ex Centovetrine? Stavo per morire dal ridere
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categoria : personaggi, humour, cinemi, visions, americanos

lunedì, 24 settembre 2007, ore 24/09/2007 15:52

Straordinario   Grazie ad Alessio
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categoria : arte, humour, visions

giovedì, 26 luglio 2007, ore 26/07/2007 20:25


Dal balcone della nuova casa, verso le 23
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categoria : visions, my own private life