giovedì, 16 aprile 2009, ore 16/04/2009 22:40

A me Vauro è sempre piaciuto. Pur essendo lontano anni luce da lui su molte cose, le sue vignette hanno una qualità media stupefacente. Ad Anno Zero, a dire il vero, non dava il meglio di se. Spesso sbracava e non faceva ridere. Magari per la fretta. Capita. .

La vignetta incriminata l'ha azzeccata di brutto. Splendida. Amara. Non accusava mica il governo di aver provocato il terremoto. Solo, ricordava il progetto di aumento delle cubature che sorvolava sulle norme antisismiche. Roba di poche settimane fa, eh. Ritirata in fretta e furia. Bravo Vauro, questa è satira.

Quindi, sono ovviamente contrario alla sua sospensione. Senza giri di parole: si tratta di censura, altrochè. Perciò, totale solidarietà a Vauro.

Eppure, prima di farne un martire della libertà d'espressione, ricordo bene la sua posizione durante la vicenda delle vignette danesi. Dove praticamente Vauro si schierò per l'autocensura, ponendo di fatto un limite alla satira. Questo era, malgrado le sue ridicole scuse sul fatto che le vignette sarebbero stato solo  propaganda e arma di guerra religiosa. Se venisse seguita questa sua logica, allora per alcuni la satira dovrebbe fermarsi di fronte ad una tragedia immane come il terremoto. Per altri non si dovrebbe ledere l'onorabilità di, chessò, Tronchetti Provera.

Ripeto: la sospensione da Anno Zero è solo censura. Punto. E questo dovrebbe far riflettere. Soprattutto Vauro, visto che ormai in Italia ci si sta abituando talmente tanto ad ingoiare palate di merda che queste schifezze non fanno pià notizia.
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venerdì, 10 febbraio 2006, ore 10/02/2006 15:26

Mi è venuta un'idea clamorosa per fare un pò di soldi. Vado un pò in giro in Medioriente e nei paesi musulmani a vendere bandiere della Danimarca e accendini. Wow!

La storia delle vignette blasfeme sul giornale danese mi sembrava una piccolezza, ed invece è vero che un battito d'ali di farfalla a Copenaghen può provocare danni quasi irreparabili in mezzo mondo. Inizialmente la mia posizione era abbastanza netta - e lo è ancora, ma non troppo - ma col passare dei giorni mi rendo conto che ci sono parecchie argomentazioni tra loro assai differenti, tutte con un fondo di verità. Provate a fare un giro su Macchianera, Wittgenstein, Lia, LeonardoBabsi Jones. Si è sviluppato un dibattito di una qualità spesso eccelsa, su un argomento molto controverso. E' in ballo il rapporto-conflitto tra libertà di espressione - e di satira, anche blasfema - e libertà religiosa. Vanno messi dei limiti a questa libertà di espressione? Oppure essa non deve toccare certi tabù, soprattutto religiosi? E' giusto applicare i nostri schemi mentali, la nostra mentalità ormai - più o meno - secolarizzata alla sacrosanta pretesa di non essere offesi in ciò che si ha di più caro, pur sapendo che si rischia di appiccare un vero e proprio Unforgettable fire?

Ho subito pensato ad una vecchia battuta di Luttazzi. " Un giorno un funzionario Rai mi disse che su alcuni temi tabù non potevo fare battute, e questi temi erano la religione, il capo dello Stato, gli handicap fisici, le razze diverse e l'omosessualità. Io gli risposi che la battuta che mi sarebbe piaciuto fare per aprire lo show era <<Cristo di un Dio - dice Scalfaro - quello zoppo di un negro è una checca! >>.

Oppure "Tutti sapete che i cristiani si fanno il segno della croce in memoria di Cristo, morto sulla croce. Beh, tutte le volte che mio padre vedeva mia madre farsi il segno della croce le diceva <<Sei fortunata che non l'hanno impalato>>.

O ancora, parlando del film di Gibson La passione di Cristo: "La trama: Gesù è morto affinchè Mel Gibson potesse guadagnare milioni e milioni di dollari. E ci credo, dopo duemila anni di pubblicità. Ad Hollywood stanno pensando al sequel : Freddy contro Gesù. Comunque, bellissima la scena finale, dove Cristo viene impacchettato da Christo, e quella dove Uma Thurman decapita Gesù con una sciabolata. E che dire delle leggende circolate sul film? Non so se sono vere, so solo che dopo un pò dall'inizio la mia Pepsi si è trasformata in vino". E qui mi fermo, perchè ci vorrebbero giorni per citarne altre.

Bene. Io a queste battute ho rischiato di slogarmi una mandibola. Amo la satira, soprattutto quella blasfema, perchè infrange i tabù più intoccabili. E mi rendo conto che parecchi si scandalizzano a leggere cose del genere. Di più, il prendersela con Luttazzi è diventato sport nazionale. Ma nessuno gli ha bruciato la casa, né gli ha emesso una fatwa condannandolo a morte. Al massimo l'hanno fatto sparire dalla tv. E magari avrà pure trovato una testa di cavallo mozzata nel suo letto. Ma questa è un'altra storia. Grave, per carità. Però.

E quindi. E quindi le vignette saranno razziste. E anche militanti, che schifo. E saranno pure brutte - anche se  quella sulle vergini ormai esaurite mi ha fatto ridere parecchio, tipo quella luttazziana che una delle settantadue vergini in paradiso per i kamikaze è Britney Spears -. Ed il giornale danese sarà pure un fogliettino iperdestroide che cavalca lo scontro di civiltà. Ed avrà pure rifiutato una vignetta un pochetto offensiva per i cristiani. E avrà pure pubblicato una vignetta con una stella di david esplosiva, o giù di lì. E sarebbe bastato uno scusarsi in tempo, pur ribadendo l'intangibilità della libertà di stampa. Che si manifesta anche nel decidere di non pubblicare, come hanno fatto in tanti. E sicuramente c'è stato un enorme problema di mancata sensibilità nel pubblicarle, le vignette, una sensibilità invece presentissima nel toccare argomenti quali l'olocausto.

Va bene.  A parte che oggi si legge che le vignette siano state pubblicate su un giornale egiziano già ad Ottobre, senza così tanto clamore. Ma la reazione è stata talmente spropositata da risultare quasi grottesca, oltre che tragica. Che cazzo deve fare ora il governo danese? Crocifiggere quei coglioncelli dei vignettisti per una enorme leggerezza che però non è reato? E alla prossima, che succederà? L'invasione della Polonia? Devo stare attento a non mangiare più carne di vitello per non ritrovarmi piantato il kriss di un fanatico induista nel cuore? Cosa dobbiamo scrivere per non offendere più nessuno, che la religione non è più l'oppio dei popoli, ma il metadone dei popoli? (Pirani su Rep).

Cazzo, non me ne vado mica in giro per Il Cairo con una maglietta raffigurante Maometto col turbante bomba. Non passeggio in Vaticano distribuendo a tutti Il libro nero del cristianesimo. Non me la spasso per Tel Aviv a fare il saluto alla di Canio. E quindi, mi spiace, mi tengo i miei egoistici valori da occidentale iperlaicista e corrotto, che permette di dire la sua tanto a Michel Onfray quanto a Baget Bozzo. E perfino a Calderoli. Valori che mi fanno rabbrividire al sentire tutte le massime autorità religiose che fanno una sottospecie di fronte comune. Valori che mi fanno pensare che in questo secolarizzato occidente imperialista, assassino, bugiardo, opportunista, ci sia un minimo di libertà in più che in alcune teocrazie o regimi autoritari pseudo-laici. E 'fanculo al mio relativismo fino al midollo. 'Fanculo al politically correct. Si obietterà: facile, tu che hai tutto, mangi più del necessario, sei laureato, leggi quello che ti pare, hai la tua auto, internet. Lo so, ma non riesco a farmene una colpa, malgrado tutto.

Ok. Ok. C'è un però. E allora? A che pro tutto questo ragionare noi contro loro? Che fare? Andare appresso ai falchi dello scontro di civiltà huntingtoniano e ora fallaciano? Cadere nella trappola del con noi o contro di noi di chi si prepara ad attaccare Siria ed Iran servendosi anche di questi pretesti? Siamo sicuri che, pur non avendo dubbi sulle nostre ragioni - ed io ne ho, caspita - questa contrapposizione frontale non sia una mera gratificazione fine a se stessa, che afferma dei princìpi spesso da noi disattesi, anche se in misura differente? E soprattutto, ci siamo chiesti perchè se la siano presa moltissimi musulmani, non solo i fanatici, ma la stragrande maggioranza pacifica? Non è che tra loro qualcuno va a pensare che a noi il loro divieto di rappresentare il profeta ci fa un baffo, ed inizia a mettersi in testa che Bin laden non ha tutti i torti? Certo, questo ragionamento può essere invertito. Loro - uff - protebbero pensare che tutti gli occidentali siano d'accordo nell'assimilazione islam-terrorismo che potrebbe risultare da una vignetta. E non è vero, malgrado queste schifezze. Bah, non si va da nessuna parte, in questo modo.

Anche sulla condanna delle religioni in toto, gran dibattito. Certo, sono una brutta bestia. Oppio, sì. Oppio che ci permette di resistere allo smarrimento che ci provoca la vita e la sua inevitabile fine. Certo. Però può anche servire, come scrive Lia. Vedi i soldati feriti a morte in guerra, che usavano la morfina per lenire l'insopportabile dolore. Una metafora della funzione della religione. 

E allora? Torno al relativismo? (Ma che cos'è poi davvero 'sto relativismo di cui tutti cianciano, spesso a sproposito?) No, anzi, sì. Anzi, non so. Ho dubbi, non certezze. Per fortuna.

Un'ultima cosa. Mi fa ridere la levata di scudi dei nostri media contro la censura e a favore della libertà di stampa. In Italia, paese parzialmente libero. Che appoggia la Danimarca, paese con una solidissima tradizione di libertà di stampa. Come se la Cina si lamentasse del mancato rispetto dei diritti umani nel mondo.

Senza vergogna, al solito.

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martedì, 13 dicembre 2005, ore 13/12/2005 20:15

 

E per favore non attaccate con la solita solfa dei cinesi o dei cubani che sono peggio. Grazie al cazzo. Ma gli Usa dovrebbero essere dei nostri.

Tookie Williams. Terminato.

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martedì, 27 settembre 2005, ore 27/09/2005 00:09

 

>>>

 

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martedì, 09 agosto 2005, ore 09/08/2005 22:58

Ma è mai possibile che in questa nazione del cazzo la coerenza sia sempre un optional?

La storia delle intercettazioni telefoniche, Fazio, Ricucci - che soggetto, ha la chioma di Bono nei primi anni ottanta e una pinguietudine inquietante, oltre ad una antipatia innata - ecc ecc ecc...

Ora, è mai possibile che ci si indigni sull'uso delle intercettazioni mentre  si sminuiscano i gravi fatti emersi?

Ci si indigna, si, ma quando ci pare. Leggetevi questo gran bel pezzo del sempre ottimo Gian Antonio Stella.

Che dire? Io non mi sento italiano, direbbe Gaber

 

via Sabelli

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martedì, 02 agosto 2005, ore 02/08/2005 18:21

 

Più esplicito di così...

 

(da swanksigns, via luca castelli)

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sabato, 30 luglio 2005, ore 30/07/2005 16:14

 

Un paio di vignette per il fine settimana:

 

                       

 

                 

 

 

Via Sabelli

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