venerdì, 27 novembre 2009, ore 27/11/2009 20:17

Processo Mills: Berlusconi invoca il legittimo impedimento per il 4 Dicembre. Ghedini propone una nuova data: il 31 Febbraio

Virus A mutato fa due vittime in Francia. Si teme ora la possibile unione con altri pericolosi ceppi virali quali l'aviaria o Giovanardi

Roma, manganellate agli operai Alcoa. Secondo la Polizia le manganellate sono state deviate da un sasso. E comunque, i manganellati erano drogati ed anoressici

"Abbiamo la certezza, sul Sole avvengono dei giganteschi tsunami", ha dichiarato la Nasa. Subito la proposta di legge di Gasparri per inviare aiuti alla popolazione del Sole

Il Giornale parla di un presunto video hard che ritrarrebbe Alessandra Mussolini con il leader di Forza Nuova. Feltri si è rifiutato di pubblicarlo. In effetti la zoofilia è troppo anche per lui

Il video è talmente rivoltante che se lo butti in un cassonetto quello te lo sputa fuori

Scoperto un nuovo tipo di dinosauro che spiega l'evoluzione tra bipedi e sauropodi giganti. Resta invece ancora un mistero la provenienza di Giovanardi

Proposta di deputato leghista: sarà vietato fumare durante la guida. Previste pene severissime. Che raddoppiano se chi fuma alla guida è una donna

"Accendersi una sigaretta mentre si guida è pericolosissimo", ha dichiarato l'esponente leghista. Esagerato. Manco si trattasse di fare surf sull'onda anomala di uno tsunami, una conferenza stampa di Ignazio La Russa, accendersi una sigaretta in un deposito di benzina, guidare nella Sassari - Olbia

Dopo 26 anni, una teste rivela: "Emanuela Orlandi è morta". Altre indiscrezioni: pare che ci sia un indagato per l'omicidio di Giulio Cesare

Secondo una ricerca il segreto dell'attrazione si celerebbe nell'albero genealogico. Saremmo pertanto attratti da chi ha antenati simili ai nostri. Non oso pensare a cosa sia la moglie di Gasparri

Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : politica, polemiche, personaggi, humour, attualità, povera patria

giovedì, 29 ottobre 2009, ore 29/10/2009 20:10

Ero indeciso se scrivere o no questo post. Innanzi tutti perchè ci avevo già scritto in anticipo e soprendentemente è davvero andato quasi tutto come pensavo e sognavo. Ma soprattutto, perchè su certe cose ci si può ricamare, ci si può filosofeggiare, magari andando involontariamente a toccare la poesia, Certo. Eppure, come si possono descrivere a parole certe sensazioni, certi momenti, certa immensità in cui ci si è ritrovati immersi per qualche giorno? Qualche giorno. Briciole, nella vita di un uomo. Millesimi di granelli di sabbia nella storia del Gran Canyon.

Momenti, appunto. In questo viaggio ho vissuto dei momenti speciali che è impossibile descrivere davvero. Impossibile. Che poi, ti rendi conti di essere un privilegiato. Il vivere alcuni attimi nel tuo immaginario, il realizzare uno dei sogni che ti restano attaccati da quando eri un bambino, beh, non è cosa da tutti. Ed è meglio viverlo solo per qualche momento, il tuo immaginario. Perchè deve restare, appunto, immaginario. De Andrè avresti voluto conoscerlo, certo. Ma solo per chiaccherarci qualche ora. Non avresti voluto esserci amico. Lasciateci almeno qualche angolo che non sia occupato dalla realtà, per favore.

Il tuo immaginario. Ti ci butti per un pò, resti meravigliato, forse ancora non realizzi bene quello che hai fatto durante queste briciole di vita. Poi torni alla vita quotidiana, alle solite cose, che probabilmente sono più mediocri di quello che pensi. Ma ti porterai dentro per tutta la vita quelle sensazioni, quei brividi, quei momenti, Quell'immaginario che hai avuto il privilegio di sfiorare. E hai paura che i ricordi svaniscano, col tempo. Ma chi se ne frega, li hai vissuti, quei ricordi. E sempre ti rimarrà, questo sì indelebile, il ricordo di averli vissuti.

Ci provo comunque, con nomi-pensieri-ricordi random di un'avventura indimenticabile.

New York che è davvero uno state of mind, il MoMa, i due deficienti italiani dietro l'Apple Store che ci chiedevano quale fosse la via principale-corso di NY. La Metro dei Warriors, lo skyline, il Village e il Lower East Side sulla Bowery, Antonello che si appoggia ad un auto e il buttafuori che gli fa "You can't be serious, man!", il bar karaoke di canzoni heavy metal truzze, l'ex CBGB, downtown e quel buco enorme tra i grattacieli, le scale antincendio fuori dalle case, la Times Square di Strange Days, le luci livide dei fari e dei semafori che si riflettevano nelle strade mentre diluviava ché ti sembrava di vivere dentro una canzone di Lou Reed. La Brooklin hipster di Williamsburg dove vive Luca, l'ollolaese più hipster ever, il train che passa fuori per il Manhattan Bridge, i pankakes e le slices of pizza.

Le 2250 miglia sciroppate in una settimana a bordo di una Kia Optima che fa comunque on the road, i cd a palla per tutto il viaggio, l'emozione di entrare nei grandi parchi, i rettilinei infiniti prima della Death Valley, il tramonto a Bryce Canyon, il brivido di immensità provato al Delicate Arch e al Gran Canyon, i motel per strada a 65 dollari a notte, il motelaccio a Flagstaff sulla 66, Escalante, Boulder, Moab, Page, Kingman, Lone Pine, Oakdale. Il Dead Horse Point, l'ingresso nella Monument Valley con Morricone a palla, il giro nello sterrato della Monument al tramonto, praticamente da soli, il cane che abbiamo trovato al John Ford Point, il buco nello stomaco provato seduto da solo ad ossservare le three sisters al tramonto. Le draft di birra nei saloon di cittadine sperdute, le chiaccherate con un vecchio amico che vedi poco, i  silenzi con un amico che vedi poco,
i tormentoni ollolaesi gridati ai quattro venti, il caffè a Bluff, 4 case in mezzo al nulla, il nulla immenso della soffocante Death Valley, lo stupendo e psichedelico tramonto a Zabriskie Point, con i colori più allucinanti mai visti nel cielo, il passaggio in 12 ore dai 38 gradi della Death Valley alla neve sui 3000 e passa metri di Tioga Pass, le cascate e i laghetti di Yosemite, i colori delle foglie e l'immensità degli alberi.

"We don't speak starbucks" scritto sulla cassa del bar di una fricchettona a Kingman, dove ho preso il miglior espresso degli Usa, Frisco esclusa, If you're going to San Francisco ascoltata mille volte, l'arrivo nella Bay Area, guidare la macchina nelle salite di Frisco, il gruppo cover col cantante che era un mix tra JMascis e David Crosby, "eia, melchiò!" scritto nel bagno del bar, la solennità della City Lights e il pensiero che andava a Kerouac, Ginsberg e Ferlinghetti, Haight e la Summer of love, la clam chowder a Fisherman's Warf, il cable car che risale e scende sino a Fisherman's, il cartello dell'homeless con scritto "Why lie, it's for a beer", la bartender che vede la mia maglietta del CBGB e ne fa un'apologia, la gentilezza e disponibilità di chiunque, l'ombra formata dal Golden Gate al tramonto, l'Oceano Pacifico, l'homeless che rispondeva cantando alle domande su dove potevamo trovare un bar aperto, don't you want somebody to love.

Bello

Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : viaggi, personaggi, letture, arte, cinemi, music is my radio, my own private life, americanos

domenica, 27 settembre 2009, ore 27/09/2009 22:54

Allora, malgrado chiunque, in un modo o nell'altro, abbia visto l'ultima puntata di Anno Zero, il sottoscritto non l'ha vista. E' che il parlarsi addosso ormai mi è venuto a noia, guys. Non ho visto la puntata, ma sono sicurissimo che alla fine chi era berlusconiano è rimasto berlusconiano e chi non lo era ha continuato ad odiare il nostro premier con tutte le sue forze. Che palle. Davvero, è inutile continuare a trincerarsi nei discorsi tra noi, nel darsi ragione come tutte le altre volte. Che palle. Non se ne esce.

Eppure. Eppure c'è che ho letto questo post di Matteo Bordone. E ho visto il filmato che trovate qua sotto. Non pensavo che Libero potesse essere peggio di quando il direttore era Feltri. Ma non sapevo che il nuovo direttore fosse Maurizio Belpietro. Come passare da una semplice cagata alla diarrea. Ecco, io sono fiero di odiarlo, questo figuro gradevole come un calcio nelle palle. Ma tant'è. Alla fine penso che stia antipatico persino a sua madre. La cosa peggiore è stata quella che ha detto a Concita De Gregorio senza che nessuno, Santoro, Travaglio, Franceschini, abbia pensato di lanciargli un microfono in faccia. La De Gregorio diceva che la gravità della vicenda delle escort non è tanto il fatto che Berlusconi sia andato a puttane, quanto il fatto invece che queste prostitute siano finite in lista elettorale. Belpietro ha risposto: "Si vede che lei (la D'Addario) è più brillante di te". La visione del mondo in una frase.

Ragazzi, come ho già detto molte volte, non se ne esce. E' finita. Abbiamo perso. L'Italia è questa, tutta. Dove passano per normali, per chiunque, le cose più abiette. Non è questione di far passare la nottata. E' che tutta l'Italia è ormai una eterna notte artica. Non c'è luce in fondo al tunnel. Cerchiamo almeno di brancolare nel buio in modo dignitoso, provando a non affogare nella merda in cui siamo costretti ad annaspare. Che è anche la nostra merda.


Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : politica, polemiche, personaggi, attualità, povera patria

mercoledì, 23 settembre 2009, ore 23/09/2009 23:50

Le due migliori riflessioni sulla morte dei soldati italiani e sulla situazione afghana in generale sono questa e quest'altra.

La battuta migliore, invece (involontaria), è quella di Umberto Bossi. Ma lo scemo in famiglia non era suo figlio?
Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : politica, polemiche, personaggi, mondo cane, humour, attualità, povera patria

venerdì, 21 agosto 2009, ore 21/08/2009 18:58

Eh si, stavolta ad Ottobre si parte davvero. Io e uno dei miei amici piu’ cari, in direzione Usa. New York, i parchi del sudovest, la California, San Francisco. L’America. Chi mi conosce sa bene quante volte ne ho parlato. Quante volte ho detto che l’avrei fatto. Here i am. Non sto nella pelle, davvero.

 

Bene, il sottoscritto decide di andarsene in giro in America per un paio di settimane buone, decide di fare il viaggio, insomma, e il solito Andrea Scanzi scrive questo bellissimo articolo. Vabbe, è morta la Pivano, oh. E’ morta colei che il viaggio per eccellenza l’ha portato in Italia. La Pivano ha tradotto la strada. Letteralmente. E Scanzi non poteva non celebrarla da par suo, con un pezzo che si riallaccia alla classifica delle piu’ belle strade del mondo secondo il National Geographic (classifica opinabilissima, ovviamente. Come tutte le classifiche). Un pezzo che non puo’ non citare la Pivano, Kerouac, Springsteen. La strada. L’America, alla fine. Perche’ l’America è la strada. E’ il muoversi continuamente. E il viaggio è tutto, lo sappiamo.

 

Prima di partire ho in previsione il re-watching di vari film, come Into the wild, Fandango, Thelma and Louise, Easy Rider, Verso il sole, A straight story e altri. Leggero’, mi documentero’. Già mi sto divorando il sommo Dave Eggers. Non credo  però di arrivare a rileggermi Kerouac. Per me resta legato ad un periodo particolare della mia vita ed e’ uno dei libri che mi piu’ mi costa riprendere dallo scaffale. Quel libro va letto a 20-25 anni. Se lo rileggi dopo lo fai con un’altra coscienza, un altro spirito. Non sono ancora pronto. Ma sicuramente mi rileggero’ un libro di Cesare Fiumi, La strada e’ di tutti, che lessi una decina di anni fa. Un libro stupendo, dove il giornalista del Corriere racconta il suo viaggio fatto nel 1997, a 40 anni, su una Thunderbird verde noleggiata. Un viaggio sulle tracce di Kerouac, ma anche di Cormac McCarthy, accompagnato da una vecchia carta stradale, da qualche cassetta con la musica giusta, ma soprattutto da un’idea. Un’idea di viaggio che ha parecchi punti in contatto con la mia. Con le dovute differenze e proporzioni, ovviamente. Dato il poco tempo, alla fine il mio trip durera’ 15 giorni. Prima  NYC, poi aereo per Las Vegas e da laggiu’ on the road in auto verso i grandi parchi del sudovest, verso la California, passando da Zabriskie Point, ovviamente. E altrettanto ovviamente arrivando a San Francisco. Sto gia’ pensando e ripensando alla compilation che devo prepararmi, che dovra’ essere perfetta. Perche’il viaggio dei sogni, quello che progetti da quando eri bambino, non puo’ che accompagnarlo una colonna sonora da sogno.


L’America. L’Est. New York, che e’ la città per eccellenza. Quella dove tutti abbiamo in qualche modo vissuto. Le canzoni di Lou Reed, Bruce Willis a manetta in taxi dentro Central Park, lo skyline contemplato da Monty Brogan con il suo cane, Carlito Brigante che muore sulle note di You’re so beautiful, Woody Allen e Diane Keaton a passeggiare nel Village. Poi l’Ovest. San Francisco. Dove Jack e Neal arrivano dopo il loro primo viaggio. La Big Sur verso Monterey. La Summer of Love. La City lights. Dustin Hoffman che scappa con la sua Alfa Romeo. Jello Biafra. E in mezzo alle due citta’, il viaggio, il sudovest, la Monument Valley, il Gran Canyon, La Death Valley, i boschi della Sierra Nevada, i giochi di luce di Antelope Canyon. E la Route 66, ovviamente. La Strada. La Mia America. Il viaggio verso qualcosa che ti appartiene, pur non avendolo vissuto. Perchè, come dice Fiumi, niente e’ piu struggente di quello che non si e’ vissuto. E lo voglio vivere, almeno per poco, quello che non ho vissuto.


Muoversi, sempre. Ora a volte mi spaventa. Sono appena tornato a Barcellona dalla Sardegna e sempre di piu’ mi sembra di vivere una vita provvisoria. Eppure anche laggiù, dove sono le mie radici, nella mia Macondo, ho sempre forte  il sentore della provvisorietà. La precarietà dell’anima. E’ eccitante vivere in uno stato di perenne attesa, di continua eccitazione, appunto. Ma stanca. Pur non potendone fare a meno. Perchè da certe cose non si scappa: vagabondi come noi sono nati per correre. Vagabondi dello spirito. Ché hai sempre bisogno di andare su e giu’ lungo la Route 66 dell’anima. Che non porta da nessuna parte, magari. Eppure bisogna andare.

 

E ora si va, davvero. A sentire letterelmente la polvere. A chiedere, alla polvere. Come detto, il poco tempo non mi permette di fare quello che ha fatto Fiumi. Sicuramente prenderemo parecchie autostrade, non tutte le strade secondarie e impolverate che ha fatto lui. Sicuramente non ci butteremo di sotto a Canyonlands, come Thelma and Louise. E non faremo 500 miglia in 5 ore come Neil Cassidy. Non faremo in canoa le rapide del Colorado come Chris McCandless. Non vedremo arrivare Henry Fonda al rallentatore con la Monument Valley sullo sfondo. Forse non seppelliremo una bottiglia di vino nel deserto. Magari saremo piu’ springsteeniani, e la strada, il viaggio, saranno un modo di evadere da una realta’ che forse e’ piu’ normale e mediocre di quello che pensiamo. Un sogno insomma. Lasciateci almeno questo. Uno spicchio di sole, un raggio di luce, la possibilità di sentire il vento nei capelli prima di arrenderci. In modo da non rimpiangere, in modo da provarci. O almeno, in modo da avere qualche rimpianto in meno. No, non ci arrenderemo.


No retreat baby, no surrender.

 

Dimenticavo: la prefazione del libro di Fiumi la scrisse Fernanda Pivano. Il cerchio si chiude. (Quasi) Sempre.

Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : viaggi, personaggi, letture, cinemi, music is my radio, my own private life, americanos

lunedì, 27 luglio 2009, ore 27/07/2009 22:58

Leggevo oggi su El Pais la recensione del concerto di Springsteen a Bilbao, firma Jesus Ruiz Mantilla. E per poco cado dalla sedia per le risate, quando ho letto che Danny Federici, morto più di un anno fa, deliziava gli spettatori vizcaini con le sue tastiere. Non è tutto, visto che per il precisissimo cronista la cover "You never can tell" non era mica stata scritta da Chuck Berry, ma da Luke Perry. Sì, Luke Perry. Il Dylan di Beverly Hills 90210. Capisco che magari non si sappia che Max Weinberg è stato sostituito dal figlio per qualche data solo perchè impegnato nello show di Conan O'Brian, come ormai da anni. Eppure, dai, sono errori da fare?

Ovviamente i commenti dei lettori non si sono fatti attendere e il giornale ha corretto, con una nota dove si spiegava che in effetti Federici era morto e che il suo posto era stato preso da Roy Bittan. Si, Roy Bittan. Che mi pare suoni con la E Street Band da più di trent'anni. Quello che si dice metterci una pezza.
Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : personaggi, letture, humour, attualità, music is my radio

giovedì, 23 luglio 2009, ore 23/07/2009 23:40

Purtroppo Il Manifesto è diventato un giornale quasi illeggibile. Eppure, tra il milionesimo dibattito sul futuro della sinistra e la milionesima richiesta di sottoscrizione "per salvare il giornale", restano pur sempre le pagine culturali, dove spesso si trovano delle autentiche perle. Questo articolo di Alessandro Portelli su Springsteen, per esempio, è una delle più belle recensioni ad un concerto che mi sia capitato di leggere.

Un pò lungo, ma ne vale la pena


PS: chi mi becca la citazione del titolo avrà diritto alla palma del più intelligente del mondo dopo il sottoscritto
Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria : politica, personaggi, letture, humour, attualità, music is my radio, americanos

domenica, 19 luglio 2009, ore 19/07/2009 22:59

Lo avevo in cantiere da qualche giorno, ma non avevo ancora avuto tempo di postare il seguente post a punti:


- Durante la recente permanenza macondiana ho beccato in pieno il G8. Ovviamente ne avevo letto i resoconti su Corriere e Repubblica, eppure la cosa che mi ha fatto maggiormente impressione e’ stata la conferenza stampa finale del nostro premier, trasmessa in diretta (!!!) durante il tg5 dell’ora di pranzo. A memoria, non ricordo sia mai successo. Ho avuto la sgradevole impressione di trovarmi in Corea del Nord, oppure a Cuba. Con le dovute proporzioni, ovvio. Non sono mica Di Pietro.

E’ inutile, non posso non sorprendermi ogni volta che torno in Italia per come siamo messi male a livello di informazione. E la risposta spiritosa di Berlusconi alla “domanda” di un giornalista ha confermato per l’ennesima volta che l’umorismo del nostro premier sta una tacca sotto le barzellette del Cucciolone.

 

- Anche quest’anno si e’ tenuto a Gavoi (brrr, vade retro…) il festival letterario Isola delle Storie. Stupendo, come gli altri anni. E dimostra che se si hanno idee si puo’ inventare un appuntamento diverso anche in Barbagia. Non si puo’ andare avanti sono con Cortes Apertas e balli sardi. Tutto questo malgrado i problemi di finanziamento avuti quest’anno e malgrado il fatto che tutto si svolga a Gavoi. Dai che scherzo. Il sottoscritto ci e’ andato solo una sera, a vedere un dibattito con Alessandro Baricco. A dire il vero non ho ancora letto nulla di Baricco (articoli a parte), pur avendone qualche libro a casa. Mi ha fatto una buona impressione il suo essere non banale, il suo non essere un pollo di allevamento, la sua posizione non snobista sul rapporto tra cultura alta e cultura bassa. E poi ho una ideuzza sulla sua scuola Holden che mi frulla in testa da un bel po’. A ver.

 

- Per vari motivi ho avuto l’ennesima conferma che senza auto in Sardegna sei un mezzo uomo. Sono andato in spiaggia solo un giorno, infatti. Comunque, la Sardegna e’ un paradiso. Non c’e’ Costa Brava che tenga se vai  nell’inflazionatissima San Teodoro, come ogni estate, per buttarti nella affollatissima Cinta e e finisci a meravigliarti una volta di piu’ di un mare che e’ una enorme piscina, di una limpidezza sempre abbacinante. I colori e i profumi della mia terra esplodono, davvero. Anche il cielo e’ diverso. Dico sul serio. Forse solo un sardo lo puo’ capire.

 

- Visto che sono rimasto parecchio nel paesello, ho avuto il tempo di proseguire con il rewatching di Lost. Inutile, anche la re-visione lascia a bocca aperta. E le prime 8 puntate della seconda serie sfiorano la perfezione. Impressionanti. No way: Lost e’ lo stato dell’arte della serialità tv e traccia un confine tra un prima e un dopo. Epocale

 

- Epocale come la morte di Micheal Jackson e il suo funerale. Costato milioni di dollari, pagati per metà dalla California. Il chè spiega molte cose, sullo stato delle finanze californiane.


Non se ne puo’ piu’, davvero. Un grandissimo, ovviamente. Ci mancherebbe, non si puo’ negare. Nel suo genere, pero’. A chi decanta la sua influenza sulla musica odierna, ricordo solo che questa si estende al massimo al moderno r'n'b che il sottoscritto trova davvero insulso. Wow, hai influenzato Justin Timberlake! Dai, la musica nera (quella che lui faceva agli inizi) e’ Aretha, Marvin Gaye, Sam Cooke, Ray Charles, anche Prince. Ma non Jackson. Che ha azzeccato qualche pezzo (per me Billy Jean e Beat it, con eddie van halen alla chitarra, rimasugli del mio periodo metallaro), che ha scritto alcune canzoni riempipista davvero irresistibili, che aveva un grande talento da ballerino-coreografo. Pero’ niente di trascendentale. Sia chiaro, il talento non gli mancava. Non era mica Madonna, che senza la musica sarebbe diventata Ceo di Microsoft. Eppure, ho sempre pensato fosse sopravvalutato. Il re del Pop. Si certo. Piu’ dei Beatles. Certo. Vabbè, de gustibus. Ma un po’ di misura, ecchecazzo. Per non parlare del fatto che non se lo cagava praticamente nessuno da anni, mentre ora con la morte, ovviamente, è diventato il piu’ grande di sempre. Mah. E poi, Jacko, lo odio proprio. Basta con i diminutivi-nomignoli. Basta

 

- A proposito di gruppi che hanno avuto un briciolo di influenza, in questo caso su tutto l’indie rock post 90s, pare che i Pixies siano tornati assieme per celebrare il ventennale della pietra miliare Doolittle, con una tournee europea ad ottobre. E per l’ennesima volta, pur essendo disposto ad andare a Londra, Glasgow, Dublino per vederli, me li perdero, molto probabilmente. Cose mie. Speriamo, almeno.

 

- Sempre parlando di grandi gruppi, e’ uscito il nuovo album dei Wilco. Che e’ sempre il nuovo album di quella che forse e’ oggi la migliore band americana in circolazione. De gustibus anche qui, ovviamente. Io con Jeff Tweedy e soci vado però sul sicuro. Ed infatti l'album è splendido, davvero. Forse non ai livelli di Yankee hotel foxtrot, magari. Ma sicuramente una collezione di canzoni bellissime di un gruppo che ormai può essere annoverato tra i classici del rock

 

- Speriamo di sentirli, sia i Pixies che i Wilco, e magari pure i Creedence, nella nuova web radio ollolaese Radio Irrita. Si trasmette ancora saltuariamente. Eppure ci si diverte, si cazzeggia, si discute. Pur con i tempi radio che sono quello che sono, ma chissenefrega, siamo per il Do it  yourself, no? E si sente ottima musica, ovviamente. Fateci un salto, ogni tanto

Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : viaggi, politica, polemiche, personaggi, televisione, humour, attualità, povera patria, music is my radio, my own private life

mercoledì, 15 luglio 2009, ore 15/07/2009 23:12

Molina. Lodi. Hey tonight. Bad moon rising. Midnight special. Long as i can see the light. Traveling band.


Sono alcuni degli straordinari inni dei Creedence Clearwater Revival. E sono i pezzi che ieri John Fogerty si e’ permesso di non suonare, durante il suo concerto al San Jordi Club. Non esiste alcun songwriter al mondo che abbia scritto talmente tanti classici del rock 'n roll, diventati ormai degli standard, che si possa permettere di non suonare pezzi simili in un concerto di quasi due ore. Impressionante.

 

Impressionante come tutto il concerto di questo 64enne californiano che ancora oggi e’ una vera e propria bomba rock and roll. Concerto che parte con un uno-due da k.o, sparando una Up around the bend il cui riff andrebbe insegnato a scuola e una Green river da antologia. Devastante. E al quarto pezzo imbraccia l’acustica per piazzarti in faccia niente meno che Who’ll stop the rain. Dico sul serio, mi si sono inumiditi gli occhi e ho avuto i brividi. Letteralmente. No, cioe’: Who’ll stop the rain, suonata da Fogerty a 5 metri dal sottoscritto. Non ho parole. Si vive anche per momenti come questi. E fanculo a chi dice che le cose importanti della vita sono altre.

 

John ha poi snocciolato le sue perle durante la restante ora e mezza, con la sua meravigliosa voce di cartavetra e i suoi riff fenomenali. Che chitarrista. Che cantante. Che compositore. Vedere da cosi vicino Lui che canta splendidamente Lookin out my back door (e io che mi ritrovo a mimare Dude Lebowski che picchia il pugno sulla cappotta della sua auto-rottame), Run to the Jungle (e io che penso a Walter che si butta dall’auto in corsa dopo aver lanciato la borsa con le mutande), Have you ever seen the rain (classico immortale che conoscono persino su Marte), I heard you to the grapevine (una delle canzoni piu’ sexy ever), Rockin all over the world (la quintessenza del cosiddetto rock da stadio), Born on the bayou (un bluesaccio da antologia scritto da un californiano che il Bayou lo visito’ solo da turista) e tanti altri classici, beh, non ha prezzo. Vabbe: diciamo che sono stati 58 euro spesi meravigliosamente.

 

Ovviamente aspettavo il gran finale. Poteva mancare la rabbia e la potenza di Fortunate son? No, non poteva. Una cavalcata elettrica di tre minuti violentissima, devastante, definitiva. Fortunate son e’ l’abc del rock. E’ un punto di partenza. Oppure di arrivo. Dentro c’e’ tutto. L’inizio in 4/4 col basso pulsante e la batteria a pestare duro. Il riff distorto della Fender di Fogerty, che e’ qualcosa di miracoloso. La voce, che urla rabbiosamente questo inno proletario contro la guerra in Vietnam che e’ diventato un classico senza tempo da mandare ininterrottamente in loop in tempi di guerre umanitarie e non. Da paura.

 

Ma con cosa va a chiudere il vecchio John? Cosa manca ad un repertorio simile? Incredibile, mi ero dimenticato di Proud Mary. Ripeto, ha scritto talmente tanti classici che non mi ero accorto che non aveva ancora suonato Proud Mary. E il pubblico a cantare in coro “Rollin’, rollin', rollin’ on the river”.

 

It’s only rock and roll. But I like it

Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : personaggi, arte, music is my radio, my own private life, americanos

mercoledì, 24 giugno 2009, ore 24/06/2009 22:28

Berlusconi: "Programma da realizzare". Già fatto, è "Colpo Grosso"

Spese calcio, Berlusconi si allea con Platini: "Cifre indecenti, farò qualcosa". Allo studio un decreto legge per dare la possibilità di devolvere l'8 per mille al Milan

Grande successo a San Siro per il concerto a favore dei terremotati. Soddisfatte le 41 cantanti protagoniste. Incredibile, 41 donne tutte assieme. E non era Villa Certosa

Sex gate italiano. L'onorevole Bocchino (Pdl) accusa i servizi segreti. C'è bisogno di aggiungere altro?

Berlusconi assente all'assemblea di Confindustria per via di un torcicollo. Franceschini: "Continua il declino della destra"

Caos in Iran, ci sono morti e feriti. Il direttore del TG1 Minzolini: "Prudenza, potrebbe trattarsi di millanterie"

Annunci sul web: vendita di organi in cambio di soldi. Ora si spiega perche' Minzolini e' cosi ricco

Ex detenuti afghani della base di Baghram accusano gli Usa di tortura. Alcuni di loro non hanno retto e si sono suicidati imparando a memoria le poesie di Sandro Bondi

Ratzinger: "Padre Pio combattè contro il male". Le stimmate se le procurò impugnando al contrario la spada laser
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : politica, polemiche, personaggi, mondo cane, televisione, humour, attualità, povera patria, americanos