domenica, 27 settembre 2009, ore 27/09/2009 22:54

Allora, malgrado chiunque, in un modo o nell'altro, abbia visto l'ultima puntata di Anno Zero, il sottoscritto non l'ha vista. E' che il parlarsi addosso ormai mi è venuto a noia, guys. Non ho visto la puntata, ma sono sicurissimo che alla fine chi era berlusconiano è rimasto berlusconiano e chi non lo era ha continuato ad odiare il nostro premier con tutte le sue forze. Che palle. Davvero, è inutile continuare a trincerarsi nei discorsi tra noi, nel darsi ragione come tutte le altre volte. Che palle. Non se ne esce.

Eppure. Eppure c'è che ho letto questo post di Matteo Bordone. E ho visto il filmato che trovate qua sotto. Non pensavo che Libero potesse essere peggio di quando il direttore era Feltri. Ma non sapevo che il nuovo direttore fosse Maurizio Belpietro. Come passare da una semplice cagata alla diarrea. Ecco, io sono fiero di odiarlo, questo figuro gradevole come un calcio nelle palle. Ma tant'è. Alla fine penso che stia antipatico persino a sua madre. La cosa peggiore è stata quella che ha detto a Concita De Gregorio senza che nessuno, Santoro, Travaglio, Franceschini, abbia pensato di lanciargli un microfono in faccia. La De Gregorio diceva che la gravità della vicenda delle escort non è tanto il fatto che Berlusconi sia andato a puttane, quanto il fatto invece che queste prostitute siano finite in lista elettorale. Belpietro ha risposto: "Si vede che lei (la D'Addario) è più brillante di te". La visione del mondo in una frase.

Ragazzi, come ho già detto molte volte, non se ne esce. E' finita. Abbiamo perso. L'Italia è questa, tutta. Dove passano per normali, per chiunque, le cose più abiette. Non è questione di far passare la nottata. E' che tutta l'Italia è ormai una eterna notte artica. Non c'è luce in fondo al tunnel. Cerchiamo almeno di brancolare nel buio in modo dignitoso, provando a non affogare nella merda in cui siamo costretti ad annaspare. Che è anche la nostra merda.


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mercoledì, 23 settembre 2009, ore 23/09/2009 23:50

Le due migliori riflessioni sulla morte dei soldati italiani e sulla situazione afghana in generale sono questa e quest'altra.

La battuta migliore, invece (involontaria), è quella di Umberto Bossi. Ma lo scemo in famiglia non era suo figlio?
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martedì, 01 settembre 2009, ore 01/09/2009 22:29

Ops, Mr. Nick Hornby sta per tornare. Ed è sempre un bel ritorno, per il sottoscritto. Malgrado alti e bassi. Che poi, uno non può sempre scrivere Alta fedeltà, no? Anche se l'ultimo romanzo hornbyano mi era piaciuto. Vabbè, non deluderà, vedrete.

La casa editrice ha lanciato inoltre un sondaggio per la migliore canzone sulla separazione. Furbi, eh? Più hornbyani di così si muore. Dai, chi vuole spari la sua, qui nei commenti. Io sparo la prima che mi viene in mente, anche se atipica: You're missing, di Bruce Springsteen.


Via Emmebi, of course
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lunedì, 27 luglio 2009, ore 27/07/2009 22:58

Leggevo oggi su El Pais la recensione del concerto di Springsteen a Bilbao, firma Jesus Ruiz Mantilla. E per poco cado dalla sedia per le risate, quando ho letto che Danny Federici, morto più di un anno fa, deliziava gli spettatori vizcaini con le sue tastiere. Non è tutto, visto che per il precisissimo cronista la cover "You never can tell" non era mica stata scritta da Chuck Berry, ma da Luke Perry. Sì, Luke Perry. Il Dylan di Beverly Hills 90210. Capisco che magari non si sappia che Max Weinberg è stato sostituito dal figlio per qualche data solo perchè impegnato nello show di Conan O'Brian, come ormai da anni. Eppure, dai, sono errori da fare?

Ovviamente i commenti dei lettori non si sono fatti attendere e il giornale ha corretto, con una nota dove si spiegava che in effetti Federici era morto e che il suo posto era stato preso da Roy Bittan. Si, Roy Bittan. Che mi pare suoni con la E Street Band da più di trent'anni. Quello che si dice metterci una pezza.
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giovedì, 23 luglio 2009, ore 23/07/2009 23:40

Purtroppo Il Manifesto è diventato un giornale quasi illeggibile. Eppure, tra il milionesimo dibattito sul futuro della sinistra e la milionesima richiesta di sottoscrizione "per salvare il giornale", restano pur sempre le pagine culturali, dove spesso si trovano delle autentiche perle. Questo articolo di Alessandro Portelli su Springsteen, per esempio, è una delle più belle recensioni ad un concerto che mi sia capitato di leggere.

Un pò lungo, ma ne vale la pena


PS: chi mi becca la citazione del titolo avrà diritto alla palma del più intelligente del mondo dopo il sottoscritto
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domenica, 19 luglio 2009, ore 19/07/2009 22:59

Lo avevo in cantiere da qualche giorno, ma non avevo ancora avuto tempo di postare il seguente post a punti:


- Durante la recente permanenza macondiana ho beccato in pieno il G8. Ovviamente ne avevo letto i resoconti su Corriere e Repubblica, eppure la cosa che mi ha fatto maggiormente impressione e’ stata la conferenza stampa finale del nostro premier, trasmessa in diretta (!!!) durante il tg5 dell’ora di pranzo. A memoria, non ricordo sia mai successo. Ho avuto la sgradevole impressione di trovarmi in Corea del Nord, oppure a Cuba. Con le dovute proporzioni, ovvio. Non sono mica Di Pietro.

E’ inutile, non posso non sorprendermi ogni volta che torno in Italia per come siamo messi male a livello di informazione. E la risposta spiritosa di Berlusconi alla “domanda” di un giornalista ha confermato per l’ennesima volta che l’umorismo del nostro premier sta una tacca sotto le barzellette del Cucciolone.

 

- Anche quest’anno si e’ tenuto a Gavoi (brrr, vade retro…) il festival letterario Isola delle Storie. Stupendo, come gli altri anni. E dimostra che se si hanno idee si puo’ inventare un appuntamento diverso anche in Barbagia. Non si puo’ andare avanti sono con Cortes Apertas e balli sardi. Tutto questo malgrado i problemi di finanziamento avuti quest’anno e malgrado il fatto che tutto si svolga a Gavoi. Dai che scherzo. Il sottoscritto ci e’ andato solo una sera, a vedere un dibattito con Alessandro Baricco. A dire il vero non ho ancora letto nulla di Baricco (articoli a parte), pur avendone qualche libro a casa. Mi ha fatto una buona impressione il suo essere non banale, il suo non essere un pollo di allevamento, la sua posizione non snobista sul rapporto tra cultura alta e cultura bassa. E poi ho una ideuzza sulla sua scuola Holden che mi frulla in testa da un bel po’. A ver.

 

- Per vari motivi ho avuto l’ennesima conferma che senza auto in Sardegna sei un mezzo uomo. Sono andato in spiaggia solo un giorno, infatti. Comunque, la Sardegna e’ un paradiso. Non c’e’ Costa Brava che tenga se vai  nell’inflazionatissima San Teodoro, come ogni estate, per buttarti nella affollatissima Cinta e e finisci a meravigliarti una volta di piu’ di un mare che e’ una enorme piscina, di una limpidezza sempre abbacinante. I colori e i profumi della mia terra esplodono, davvero. Anche il cielo e’ diverso. Dico sul serio. Forse solo un sardo lo puo’ capire.

 

- Visto che sono rimasto parecchio nel paesello, ho avuto il tempo di proseguire con il rewatching di Lost. Inutile, anche la re-visione lascia a bocca aperta. E le prime 8 puntate della seconda serie sfiorano la perfezione. Impressionanti. No way: Lost e’ lo stato dell’arte della serialità tv e traccia un confine tra un prima e un dopo. Epocale

 

- Epocale come la morte di Micheal Jackson e il suo funerale. Costato milioni di dollari, pagati per metà dalla California. Il chè spiega molte cose, sullo stato delle finanze californiane.


Non se ne puo’ piu’, davvero. Un grandissimo, ovviamente. Ci mancherebbe, non si puo’ negare. Nel suo genere, pero’. A chi decanta la sua influenza sulla musica odierna, ricordo solo che questa si estende al massimo al moderno r'n'b che il sottoscritto trova davvero insulso. Wow, hai influenzato Justin Timberlake! Dai, la musica nera (quella che lui faceva agli inizi) e’ Aretha, Marvin Gaye, Sam Cooke, Ray Charles, anche Prince. Ma non Jackson. Che ha azzeccato qualche pezzo (per me Billy Jean e Beat it, con eddie van halen alla chitarra, rimasugli del mio periodo metallaro), che ha scritto alcune canzoni riempipista davvero irresistibili, che aveva un grande talento da ballerino-coreografo. Pero’ niente di trascendentale. Sia chiaro, il talento non gli mancava. Non era mica Madonna, che senza la musica sarebbe diventata Ceo di Microsoft. Eppure, ho sempre pensato fosse sopravvalutato. Il re del Pop. Si certo. Piu’ dei Beatles. Certo. Vabbè, de gustibus. Ma un po’ di misura, ecchecazzo. Per non parlare del fatto che non se lo cagava praticamente nessuno da anni, mentre ora con la morte, ovviamente, è diventato il piu’ grande di sempre. Mah. E poi, Jacko, lo odio proprio. Basta con i diminutivi-nomignoli. Basta

 

- A proposito di gruppi che hanno avuto un briciolo di influenza, in questo caso su tutto l’indie rock post 90s, pare che i Pixies siano tornati assieme per celebrare il ventennale della pietra miliare Doolittle, con una tournee europea ad ottobre. E per l’ennesima volta, pur essendo disposto ad andare a Londra, Glasgow, Dublino per vederli, me li perdero, molto probabilmente. Cose mie. Speriamo, almeno.

 

- Sempre parlando di grandi gruppi, e’ uscito il nuovo album dei Wilco. Che e’ sempre il nuovo album di quella che forse e’ oggi la migliore band americana in circolazione. De gustibus anche qui, ovviamente. Io con Jeff Tweedy e soci vado però sul sicuro. Ed infatti l'album è splendido, davvero. Forse non ai livelli di Yankee hotel foxtrot, magari. Ma sicuramente una collezione di canzoni bellissime di un gruppo che ormai può essere annoverato tra i classici del rock

 

- Speriamo di sentirli, sia i Pixies che i Wilco, e magari pure i Creedence, nella nuova web radio ollolaese Radio Irrita. Si trasmette ancora saltuariamente. Eppure ci si diverte, si cazzeggia, si discute. Pur con i tempi radio che sono quello che sono, ma chissenefrega, siamo per il Do it  yourself, no? E si sente ottima musica, ovviamente. Fateci un salto, ogni tanto

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mercoledì, 24 giugno 2009, ore 24/06/2009 22:28

Berlusconi: "Programma da realizzare". Già fatto, è "Colpo Grosso"

Spese calcio, Berlusconi si allea con Platini: "Cifre indecenti, farò qualcosa". Allo studio un decreto legge per dare la possibilità di devolvere l'8 per mille al Milan

Grande successo a San Siro per il concerto a favore dei terremotati. Soddisfatte le 41 cantanti protagoniste. Incredibile, 41 donne tutte assieme. E non era Villa Certosa

Sex gate italiano. L'onorevole Bocchino (Pdl) accusa i servizi segreti. C'è bisogno di aggiungere altro?

Berlusconi assente all'assemblea di Confindustria per via di un torcicollo. Franceschini: "Continua il declino della destra"

Caos in Iran, ci sono morti e feriti. Il direttore del TG1 Minzolini: "Prudenza, potrebbe trattarsi di millanterie"

Annunci sul web: vendita di organi in cambio di soldi. Ora si spiega perche' Minzolini e' cosi ricco

Ex detenuti afghani della base di Baghram accusano gli Usa di tortura. Alcuni di loro non hanno retto e si sono suicidati imparando a memoria le poesie di Sandro Bondi

Ratzinger: "Padre Pio combattè contro il male". Le stimmate se le procurò impugnando al contrario la spada laser
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mercoledì, 17 giugno 2009, ore 17/06/2009 22:32

Oceano Pacifico: esplorato il fondo dell'abisso della Fossa delle Marianne. Trovate tracce del PD

Il PD relativamente contento per il risultato delle elezioni europee: "Poteva andare peggio". Certo. Per esempio un terremoto del decimo grado Richter, un disco di Marco Carta, un'intervista a Rutelli

La sinistra radicale fuori dal parlamento europeo. Si profila una nuova scissione, stavolta tra piegatori e appallottolatori di carta igienica

Ancora misteriose le cause dell'incidente all'airbus francese nell'Atlantico. "Tutte le ipotesi sono ancora in piedi", ha commentato l'incaricato delle indagini, Benjamin Linus

Dopo Kakà, il Real Madrid acquista Cristiano Ronaldo per 94 milioni di euro. Pare che ora il presidente Perez voglia ingaggiare la Opel

Terminata la visita di Berlusconi negli Stati Uniti. Ha visto Obama, accompagnato da Brunetta e da Frodo
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mercoledì, 17 giugno 2009, ore 17/06/2009 22:15

Magari arriverà il giorno che la smetteremo di dargli retta. E che ci avvicineremo ai giornali sportivi spagnoli come ci si avvicina a strano ma vero di Tiscali. Davvero, stanno al giornalismo come Ghedini sta alla simpatia. Quindi, ignoriamoli.

Eppure, il pezzo di ieri su AS, ripreso dalla Gazzetta, era davvero allucinante. Oltre al solito attacco ad alzo zero al modo di giocare italiano, che comunque ci potrebbe persino stare, per quanto macchiettistico, c'era una incredibile ed assurda polemica sul goleador Giuseppe Rossi, in quanto americano e non italiano, che avrebbe tradito la sua vera patria segnandolo pure due gol.

Sono rimasto a bocca aperta. Ripeto, posso capire l'antipatia congenita che hanno per l'Italia pallonara, ma che si arrivi a questo pur di attaccare gli odiati cugini, beh lascia davvero senza parole. Per molti motivi. Tralasciamo il merito di quanto detto, ché lo si smonta con una facilità persino irrisoria. Basta pensare a Marcos Senna, centrocampista de La Roja,  che sarebbe spagnolo quanto la capoeira, visto che ha vissuto 26 anni in Brasile prima di essere naturalizzato. Oppure all'argentino -italiano Alfredo di Stefano, all'ungherese Puskas. Per non parlare di Bojan Kirkjc, che ha dovuto scegliere qualche anno fa se giocare per la Serbia o per la Spagna. Senza arrivare al quanto si sentano spagnoli i giocatori catalani e baschi della selecciòn. Bah. Facile come rubare in chiesa.

Quello che non mi spiego è il perche di tutto questo astio. E i media, inclusi giornali seri ed autorevoli come El Pais o La Vanguardia, sono i principali responsabili di questo topico che ci dipinge come brutti, sporchie e cattivi (parlo del calcio eh, che in altri campi hanno ragione da vendere). Non se ne esce: puro estilo italiano, patadas, defensa, futbol racano, catenaccio, simulazione. Ecc ecc. Ricordo durante gli europei vinti dalla Spagna la vergognosa copertura televisiva della Sexta, con  commentatori che farebbero rivalutare persino Marco Civoli e con i prepartita che presentavano l'Italia come una squadretta di furbi e disonesti picchiatorii, portatori sani del piu orrido catenaccio. Con la famosa gomitata di Tassotti a Luis Enrique, entrata nello immaginario collettivo spagnolo quasi più di trent'anni di dittatura franchista. Incredibile, più vittimisti degli italiani. E ce ne vuole.

Alla fin fine davvero ti viene da credere che hanno un poco di complesso di inferiorità verso l'Italia, visto che solo negli ultimi anni hanno iniziato ad eccellere praticamente in tutti gli sport, vincendo meritatamente di tutto. E che semplicemente non sopportavano che i loro cugini, quelli a cui sono più vicini culturalmente, vincevano mondiali e battevano quasi sempre le loro squadre di punta nelle coppe europee. Perchè anche la scusa dell'estilo, del tipo di calcio, ha le gambe corte. Prendiamo il tennis, dove hanno sempre avuto giocatori di altissimo livello. Bene. Chi conosce un pò il tennis sa benissimo che tennista spagnolo è sempre stato sinonimo di pallettaro-noioso-che-pensa-solo -a-ributtare-la-palla-sino-all'errore-dell'avversario. Come dimenticare i Berasategui, i Sanchez, ii Costa, i Ferrero, che stavano al bel tennis come Gasparri ad un neurone? Anche Rafa Nadal, il fenomanale numero uno di oggi, pur non essendo un Berasategui è tutto fuorche un tennista bello da vedere. Ma per i media sportivi spagnoli sono poco meno che eroi nazionali.

Ecco il punto: uno mi direbbe "E chi lo dice che uno che fa serve and volley sia piu bello da vedere di un grande difensore che gioca a tre metri dalla linea di fondo?" Con ragione, visto che si tratta semplicemente di due modi di approcciare il tennis, con il fine di vincere una partita. E il calcio è la stessa cosa, con le dovute proporzioni. Come può non piacere il modo di giocare della Spagna? Tecnica, possesso palla, tic tac, accompagnato stavolta pure da una certa concretezza.  Bellissimo. Sta di fatto però che anche il modo di giocare italiano, molto piu concreto e verticale, è rispettabile quanto l'altro. Qualcuno si puo anche stancare dello stucchevolo torello dei centrocampisti spagnoli, è  solo questione di gusti. Che poi, alla fine anche loro danno il meglio in contropiede, con gli spazi, quando stanno in vantaggio. Il tanto vituperato contropiede, chiamato oggi ripartenza, ché fa molto cool.

Ci sarebbe da dire anche che squadre come il Milan di Sacchi e di Capello sono passate alla storia disintegrando anche le grandi squadre spagnole a suon di gol e di gioco spettacolare. Oppure  basta ricordare il gioco spumeggiante dell'Italia del 78 in Argentina, quello della vittoria dell'82, con una squadra piena zeppa di talenti. Oppure l'Italia dei giovani Vialli e Mancini, quella a volte molto bella del mondiale 90, alcune partite della nazionale dell'era Sacchi, la semifinale vinta strameritatamente nel mondiale 2006 contro i tedeschi padroni di casa. Mentre lo straordinario Barça di quest'anno, una delle squadre piu belle da vedere che io ricordi, è passata nella seconda semifinale di Champions grazie a ua fortuna sfacciata e qualche errore arbitrale.

Che ci stanno, la fortuna e gli errori arbitrali, ci mancherebbe. Per tutti, però.
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martedì, 16 giugno 2009, ore 16/06/2009 23:10

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