mercoledì, 24 giugno 2009, ore 24/06/2009 22:28

Berlusconi: "Programma da realizzare". Già fatto, è "Colpo Grosso"

Spese calcio, Berlusconi si allea con Platini: "Cifre indecenti, farò qualcosa". Allo studio un decreto legge per dare la possibilità di devolvere l'8 per mille al Milan

Grande successo a San Siro per il concerto a favore dei terremotati. Soddisfatte le 41 cantanti protagoniste. Incredibile, 41 donne tutte assieme. E non era Villa Certosa

Sex gate italiano. L'onorevole Bocchino (Pdl) accusa i servizi segreti. C'è bisogno di aggiungere altro?

Berlusconi assente all'assemblea di Confindustria per via di un torcicollo. Franceschini: "Continua il declino della destra"

Caos in Iran, ci sono morti e feriti. Il direttore del TG1 Minzolini: "Prudenza, potrebbe trattarsi di millanterie"

Annunci sul web: vendita di organi in cambio di soldi. Ora si spiega perche' Minzolini e' cosi ricco

Ex detenuti afghani della base di Baghram accusano gli Usa di tortura. Alcuni di loro non hanno retto e si sono suicidati imparando a memoria le poesie di Sandro Bondi

Ratzinger: "Padre Pio combattè contro il male". Le stimmate se le procurò impugnando al contrario la spada laser
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mercoledì, 17 giugno 2009, ore 17/06/2009 22:32

Oceano Pacifico: esplorato il fondo dell'abisso della Fossa delle Marianne. Trovate tracce del PD

Il PD relativamente contento per il risultato delle elezioni europee: "Poteva andare peggio". Certo. Per esempio un terremoto del decimo grado Richter, un disco di Marco Carta, un'intervista a Rutelli

La sinistra radicale fuori dal parlamento europeo. Si profila una nuova scissione, stavolta tra piegatori e appallottolatori di carta igienica

Ancora misteriose le cause dell'incidente all'airbus francese nell'Atlantico. "Tutte le ipotesi sono ancora in piedi", ha commentato l'incaricato delle indagini, Benjamin Linus

Dopo Kakà, il Real Madrid acquista Cristiano Ronaldo per 94 milioni di euro. Pare che ora il presidente Perez voglia ingaggiare la Opel

Terminata la visita di Berlusconi negli Stati Uniti. Ha visto Obama, accompagnato da Brunetta e da Frodo
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mercoledì, 17 giugno 2009, ore 17/06/2009 22:15

Magari arriverà il giorno che la smetteremo di dargli retta. E che ci avvicineremo ai giornali sportivi spagnoli come ci si avvicina a strano ma vero di Tiscali. Davvero, stanno al giornalismo come Ghedini sta alla simpatia. Quindi, ignoriamoli.

Eppure, il pezzo di ieri su AS, ripreso dalla Gazzetta, era davvero allucinante. Oltre al solito attacco ad alzo zero al modo di giocare italiano, che comunque ci potrebbe persino stare, per quanto macchiettistico, c'era una incredibile ed assurda polemica sul goleador Giuseppe Rossi, in quanto americano e non italiano, che avrebbe tradito la sua vera patria segnandolo pure due gol.

Sono rimasto a bocca aperta. Ripeto, posso capire l'antipatia congenita che hanno per l'Italia pallonara, ma che si arrivi a questo pur di attaccare gli odiati cugini, beh lascia davvero senza parole. Per molti motivi. Tralasciamo il merito di quanto detto, ché lo si smonta con una facilità persino irrisoria. Basta pensare a Marcos Senna, centrocampista de La Roja,  che sarebbe spagnolo quanto la capoeira, visto che ha vissuto 26 anni in Brasile prima di essere naturalizzato. Oppure all'argentino -italiano Alfredo di Stefano, all'ungherese Puskas. Per non parlare di Bojan Kirkjc, che ha dovuto scegliere qualche anno fa se giocare per la Serbia o per la Spagna. Senza arrivare al quanto si sentano spagnoli i giocatori catalani e baschi della selecciòn. Bah. Facile come rubare in chiesa.

Quello che non mi spiego è il perche di tutto questo astio. E i media, inclusi giornali seri ed autorevoli come El Pais o La Vanguardia, sono i principali responsabili di questo topico che ci dipinge come brutti, sporchie e cattivi (parlo del calcio eh, che in altri campi hanno ragione da vendere). Non se ne esce: puro estilo italiano, patadas, defensa, futbol racano, catenaccio, simulazione. Ecc ecc. Ricordo durante gli europei vinti dalla Spagna la vergognosa copertura televisiva della Sexta, con  commentatori che farebbero rivalutare persino Marco Civoli e con i prepartita che presentavano l'Italia come una squadretta di furbi e disonesti picchiatorii, portatori sani del piu orrido catenaccio. Con la famosa gomitata di Tassotti a Luis Enrique, entrata nello immaginario collettivo spagnolo quasi più di trent'anni di dittatura franchista. Incredibile, più vittimisti degli italiani. E ce ne vuole.

Alla fin fine davvero ti viene da credere che hanno un poco di complesso di inferiorità verso l'Italia, visto che solo negli ultimi anni hanno iniziato ad eccellere praticamente in tutti gli sport, vincendo meritatamente di tutto. E che semplicemente non sopportavano che i loro cugini, quelli a cui sono più vicini culturalmente, vincevano mondiali e battevano quasi sempre le loro squadre di punta nelle coppe europee. Perchè anche la scusa dell'estilo, del tipo di calcio, ha le gambe corte. Prendiamo il tennis, dove hanno sempre avuto giocatori di altissimo livello. Bene. Chi conosce un pò il tennis sa benissimo che tennista spagnolo è sempre stato sinonimo di pallettaro-noioso-che-pensa-solo -a-ributtare-la-palla-sino-all'errore-dell'avversario. Come dimenticare i Berasategui, i Sanchez, ii Costa, i Ferrero, che stavano al bel tennis come Gasparri ad un neurone? Anche Rafa Nadal, il fenomanale numero uno di oggi, pur non essendo un Berasategui è tutto fuorche un tennista bello da vedere. Ma per i media sportivi spagnoli sono poco meno che eroi nazionali.

Ecco il punto: uno mi direbbe "E chi lo dice che uno che fa serve and volley sia piu bello da vedere di un grande difensore che gioca a tre metri dalla linea di fondo?" Con ragione, visto che si tratta semplicemente di due modi di approcciare il tennis, con il fine di vincere una partita. E il calcio è la stessa cosa, con le dovute proporzioni. Come può non piacere il modo di giocare della Spagna? Tecnica, possesso palla, tic tac, accompagnato stavolta pure da una certa concretezza.  Bellissimo. Sta di fatto però che anche il modo di giocare italiano, molto piu concreto e verticale, è rispettabile quanto l'altro. Qualcuno si puo anche stancare dello stucchevolo torello dei centrocampisti spagnoli, è  solo questione di gusti. Che poi, alla fine anche loro danno il meglio in contropiede, con gli spazi, quando stanno in vantaggio. Il tanto vituperato contropiede, chiamato oggi ripartenza, ché fa molto cool.

Ci sarebbe da dire anche che squadre come il Milan di Sacchi e di Capello sono passate alla storia disintegrando anche le grandi squadre spagnole a suon di gol e di gioco spettacolare. Oppure  basta ricordare il gioco spumeggiante dell'Italia del 78 in Argentina, quello della vittoria dell'82, con una squadra piena zeppa di talenti. Oppure l'Italia dei giovani Vialli e Mancini, quella a volte molto bella del mondiale 90, alcune partite della nazionale dell'era Sacchi, la semifinale vinta strameritatamente nel mondiale 2006 contro i tedeschi padroni di casa. Mentre lo straordinario Barça di quest'anno, una delle squadre piu belle da vedere che io ricordi, è passata nella seconda semifinale di Champions grazie a ua fortuna sfacciata e qualche errore arbitrale.

Che ci stanno, la fortuna e gli errori arbitrali, ci mancherebbe. Per tutti, però.
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martedì, 16 giugno 2009, ore 16/06/2009 23:10

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mercoledì, 03 giugno 2009, ore 03/06/2009 23:29

E anche quest'anno e' arrivata la Primavera. Sound. Il festival barcelonese e' oramai un'istituzione della musica indie. Ma non solo. Pur continuando a tenere (per fortuna) quell'impronta alternativa che lo contraddistingue, piano piano il festival sta aprendo anche ai nomi grossi, che sicuramente indie non sono, ma che comunque lo hanno ispirato di brutto, l'indie. Eccome.

Quest'anno infatti l'attrazione principale era un certo Neil Young. Peso pesado, come dicono qui. Ovviamente non c'era solo lui. La cartelera era davvero impressionante, anche se forse meno di altri anni. My Bloody Valentine, Yo la tengo, Jarvis Cocker, l'ex Grandaddy Jason Lytle, Bloc Party, Trowing Muses, Damien Jurado, Andrew Bird, ecc ecc ecc. Eppure, l'attesa era tutta per il vecchio rocker, che suonava il sabato, il giorno clou.

Il sottoscritto, per diversi motivi, ha deciso di comprare il biglietto all'ultimo momento, stavolta solo per il sabato. Mi sono mangiato le mani, ovviamente, per essermi perso tanto ben di dio. Ma tant'e'. Ho sganciato 75 euretti e via.

Bueno, arrivo verso le 6 e dopo il giretto di ambientamento sono andato allo scenario Pitchfork (soooo indie!!!) per vedermi un poco degli Shearwater, che ricordavo per la colonna sonora di un bel film indipendente americano, In Search of a midnight kiss...bravini, anche se pensavo assomigliassero di più agli Okkervil River, vista la presenza dell'ex tastierista. Son andato via prima che finissero il loro act a fare la fila per i ticket delle birre (sempre piu' care, by the way) e subito mi son fiondato al palco estrella damm a vedermi i riformati Jayhawks. Louris e Olson di nuovo assieme! A dire il vero ho stentato a riconoscere Mark Olson. Invecchiato malissimo. Ha 46 anni, mi pare, ma ne dimostra almeno dieci di piu'. Mi sa che non si e' ancora ripreso dal divorzio con Victoria Williams. Mentre invece Gary Louris e' sempre uguale a 13 anni fa. Ma uguale uguale, eh. Che bravi erano i Jayhawks. Con la loro americana che piu' americana non si puo',  arricchita dall'impasto meraviglioso delle due voci, con le chitarre acustiche ed elettiche a disegnare il loro alt country di altissimo livello. A dire il vero il concerto ha stentato a decollare, ma piano piano i due si sono sciolti, deliziando il pubblico  con le varie Miss Williams Guitar, Blue, I'd run away, Bad time. Bravi.

Dopo i Jayhawks, in compagnia del mio mezzo litro di Estrella, mi sono subito  avvicinato al palco e mi sono "accampato", malgrado mancasse ancora piu' di un'ora all'inizio di Neil Young. E ho fatto bene: pieno all'inverosimile. In tre anni al Primavera non ricordo un concerto cosi affollato. Che mi son goduto a una decina di metri dal palco. E per una volta circondato da parecchi sessantenni venuti apposta per vedere il vecchio hippie di Toronto. Scenografia molto oldie, come e' giusto che fosse. Strumenti che piu'classici non si puo', compreso un organo a canne. E due, tre chitarre per Neil. Che inizia, picchiando forte sulla sua Les Paul nera, con Mansion on the Hill e soprattutto con Hey Hey my my. Con il feedback assassino, con i cori e la gente letteralmente impazzita. Young ha scritto cosi tanti classici che potrebbe suonare, senza fermarsi, per un giorno intero. Stavolta ha suonato per quasi due ore, con una energia straordinaria, offrendo un concerto davvero superbo. Anche se inizialmente erano previste due ore e mezza. Vabbè, magari ci siamo risparmiati il consueto assolo di venti minuti. E pazienza se non ha suonato Helpless. O See the sky about to rain. O Like an hurricane.  Se lo puo' permettere, Neil. Come si puo' permettere una splendida A day in the life dei Beatles in chiusura. Rock and roll will never die.

Dopo tanta intensita' c'era bisogno di un poco di relax. Anche per la mia povera  schiena che ormai lancia segnali inequivocabili sulla mia capacita' di resistenza durante appuntamenti del genere. Mah. Comunque, altra birra, ad accompagnare un panino,  e poi un giretto tra palchi prima dei Sonic Youth.

Mi sono soffermato a vedere i DeerHunter, al Rockdeluxe. Bel gruppo, davvero. Il  tipico gruppo giovane e indie da Primavera Sound. Melodie, chitarre sature, batteria tirata, un pizzico di elettronica, un po' di ambient miscelata a muri di feedback. Forse un po' derivativi (ma chi nn lo è, ormai?). Pero bravi.

Senza finire con i Deerhunter (che hanno raggruppato davvero un sacco di gente) mi sono ri-avviato verso il palco Estrella Damm per i Sonic Youth. A dire il vero gia' visti due anni fa, quando suonarono interamente Daydream Nation. Ma come si fa a perdersi i Sonic Youth, avendone l'occasione? Infatti i newyorkesi non deludono neppure stavolta. Devastanti. E ancora oggi, avanti anni luce. Uno più bravo dell'altro. Dalla fascinosa Kim a Thurston, dal nuovo bassista (due bassi.. questi son matti), che se non sbaglio era il bassista dei Pavement, all'inimitabile Ranaldo. Sino al monumentale Steve Shelley dietro i tamburi. Ecco, Shelley e' qualcosa di innaturale. Davvero. Una mitragliatrice. Son rimasto per l'ennesima volta a bocca aperta. Fondamentale nel sound dei Sonic. Un sound, anche questo, soooo ninetees, che mi ha riportato indietro ai miei 24/25 anni.

Gli anni 90, pensandoci ora, sono stati davvero anni belli per la  musica rock. Magari lo dico per avergli vissuti da ventenne, quando tutto ti sembra nuovo, ribelle, entusiasmante, quando vuoi prendere la vita a schiaffi. E una chitarra elettrica distorta ti dice piu' cose di chiunque. Magari e' per quello. Perche' poi si cambia. Inizi a sentirgli te, gli schiaffi che ti da la vita. Fortissimi. Vabbè. Era gran musica, altroche'.

En fin, dopo i Sonic Youth, con la schiena a pezzi manco fossi stato preso a colpi di bacchette da Steve Shelley, mi arrendo e invece di prendere un'altra birra preferisco una coca cola, prima di andare a casa, rinunciando ai Black Lips. Alle 4 comunque, eh. Tra una cosa e  l'altra, 8 ore in piedi, torturandomi la schiena.

Eh, si invecchia.

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