giovedì, 30 aprile 2009, ore 30/04/2009 00:11
Detto in poche parole, la Carlucci che legifera su internet e dintorni equivale a Cassano che discetta di fisica nucleare con un quasi nobel. Ahem...
Comunque, la sua ultima prodezza non mi sorprende, ovviamente. Dopo tori meccanici, tamponamenti e fughe a roma, dibattiti accademici di alto livello, mancava solo la sparata su internet e i pedofili.
Che poi, Onorevole, mica c'e' bisogno di Facebook per trovarli, questi pedofili. Sono mooolto piu' vicini, eh
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mercoledì, 29 aprile 2009, ore 29/04/2009 23:56
Tendenza Veronica, è l'unica che dice davvero quello che tutti pensano, veline, ciarpame senza pudore, Veronica for president...
Bla bla bla. Qui nessuno ha ancora capito che di ciarpame ci si nutre, in Italia. Ormai da un paio di decenni. Nessuno si ricorda di Cicciolina, del suo "partito", delle risatine, del darsi di gomito,degli occhiolini, di quei "eheh, meglio votarla, tanto sono tutti uguali".
Non gli frega nulla a nessuno, del ciarpame. Ci sguazziamo, nel ciarpame. Siamo, ciarpame
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mercoledì, 22 aprile 2009, ore 22/04/2009 22:50
giovedì, 16 aprile 2009, ore 16/04/2009 22:40
A me Vauro è sempre piaciuto. Pur essendo lontano anni luce da lui su molte cose, le sue vignette hanno una qualità media stupefacente. Ad Anno Zero, a dire il vero, non dava il meglio di se. Spesso sbracava e non faceva ridere. Magari per la fretta. Capita. .
La vignetta incriminata l'ha azzeccata di brutto. Splendida. Amara. Non accusava mica il governo di aver provocato il terremoto. Solo, ricordava il progetto di aumento delle cubature che sorvolava sulle norme antisismiche. Roba di poche settimane fa, eh. Ritirata in fretta e furia. Bravo Vauro, questa è satira.
Quindi, sono ovviamente contrario alla sua sospensione. Senza giri di parole: si tratta di censura, altrochè. Perciò, totale solidarietà a Vauro.
Eppure, prima di farne un martire della libertà d'espressione, ricordo bene la sua posizione durante la vicenda delle vignette danesi. Dove praticamente Vauro si schierò per l'autocensura, ponendo di fatto un limite alla satira. Questo era, malgrado le sue ridicole scuse sul fatto che le vignette sarebbero stato solo propaganda e arma di guerra religiosa. Se venisse seguita questa sua logica, allora per alcuni la satira dovrebbe fermarsi di fronte ad una tragedia immane come il terremoto. Per altri non si dovrebbe ledere l'onorabilità di, chessò, Tronchetti Provera.
Ripeto: la sospensione da Anno Zero è solo censura. Punto. E questo dovrebbe far riflettere. Soprattutto Vauro, visto che ormai in Italia ci si sta abituando talmente tanto ad ingoiare palate di merda che queste schifezze non fanno pià notizia.
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mercoledì, 08 aprile 2009, ore 08/04/2009 01:06
Inutile aggiungere parole su quanto è successo in Abruzzo. Sarebbe solo rumore. A volte è meglio stare in silenzio. E agire, se proprio si vuole. Inutile anche fare polemiche, almeno ora, sulla prevedibilità o meno del terremoto. Ci sarà tempo. A callare e a fahere*, dicono dalle mie parti.
Torniamo all'agire. E alla copertura 2.0 di questa enorme tragedia. Che ha confermato, se ce ne fosse bisogno, che internet, la rete, i social network, sono solo un mezzo, non sono il messaggio. Come ho già scritto altre volte, quello che conta è 'uso che se ne fa. Ed è una persona che li usa, con tutti i suoi limiti e difetti. E tutto questo si è visto, di nuovo, per l'ennesima volta.
Corriere.it ha pubblicato in prima pagina delle foto enormi del disastro in Abruzzo. Fin qui tutto bene, alcune foto erano davvero splendide, dicevano più cose di un editoriale di Galli Della Loggia, anche se non è poi così difficile. Ma al Corriere hanno voluto fare i fenomeni (o avevano finito le foto...), dando la possibilità a chiunque di inviare delle foto sul terremoto in modo da pubblicarle in prima pagina. Citizen Journalism, sarebbe. Una cippa. Qualcuno ha inviato le foto di un vecchio terremoto in Cina ed il Corriere le ha pubblicate come buone. Citizen Journalism. Una cippa. A parte il fatto che il controllo delle fonti è andato a puttane, beh, tutto questo dimostra che la rete, internet, il giornalismo fatto dai cittadini, restano solo belle parole. Non si scappa: un sistema di filtro sarà sempre assolutamente necessario per evitare castronerie, figure barbine e pure derive pericolose. Oppure, bisogna almeno stare attenti, conservare lo spirito critico, non portare i cervelli all'ammasso.
Per quanto riguarda invece Facebook, anche qui si dimostra che la rete ripropone fondamentalmente gli schemi dominanti nel mondo reale e che tutto dipende dall'utilizzo che se ne fa. Tutti a diffondere appelli, fiammelle, siamo vicini all'abruzzo, ecc, ecc, ecc. Molti di loro neppure sanno che Sulmona sta in Abruzzo, come molti sicuramente penseranno che Campo Imperatore è un ippodromo. Ho detto molti, non tutti, eh. Molti, ripeto, diffondono appelli, forwardano, bla, bla, bla, solo perchè lo fanno altri, solo per aver ricevuto un invito, solo perchè "c'è anche su facebook". Mentre sarebbe meglio a callare e a fahere*, ché per quanto riguarda l'aiuto dato all'Abruzzo tramite Facebook basterebbe la battuta letta stamattina su Spinoza: "Mobilitazione di Facebook per il terremoto. Tutti i cani di Pet Society sono al lavoro sotto le macerie".
Update: come volevasi dimostrare: guardate un pò
questi gruppi su facebook. Questa si che è solidarietà.
*sarebbe "stare zitti e fare qualcosa"
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