giovedì, 28 febbraio 2008, ore 28/02/2008 23:14

L'effetto peggiore dell'affaire Ratzinger-Sapienza e della famosa lettera di protesta firmata da molti docenti è stata la querelle Carlucci vs premi nobel e/o candidati.

Carlucci chi? Si, quella Carlucci, che tra giretti in corsie d'emergenza e parcheggi in divieto di sosta si discetta a
ciarlare di fisica e particelle con alcuni pezzi grossi mica da nulla. Facendo ovviamente la più barbina delle figure. Speriamo ardentemente che venga ricandidata.


Ps: il titolo del post è uno straordinario commento apparso su Macchianera
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categoria : politica, polemiche, personaggi, humour, attualità, povera patria, and no religion too

lunedì, 25 febbraio 2008, ore 25/02/2008 17:37

Incredibile. E' l'unica parola che mi salta in mente. Vedere per credere a che livello siamo messi

Comunque. Vespa sta al giornalismo come io sto alla Binetti.

(via wittgestein)
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mercoledì, 20 febbraio 2008, ore 20/02/2008 23:25

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mercoledì, 20 febbraio 2008, ore 20/02/2008 00:19

Stasera ho visto su Antena 3 la partita Roma - Real Madrid. Ad accompagnare i cronisti spagnoli c'era nientepocodimenoché Arighe Sacchi. Che ha fatto sfoggio di uno spagnolo straordinerio: in confronto a lui, Bargiggia faceva la figura di Cervantes. Davvero penoso. Però mi ha fatto ridere parecchio.

Soprattutto quando ha sparato una frase sul suo amato Panucci: "Panuzzi està jugando demasiado adelante y no marca nunca". Stavo per rovesciarmi dalla poltrona, non tanto per l'uso del verbo marcar, che in spagnolo vuol dire segnare un gol, ma perché non potevo non ripensare a questa perla che trovate qua sotto. Genio puro

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venerdì, 15 febbraio 2008, ore 15/02/2008 10:33

Non-ho-parole. Davvero, non ho parole.

Ma ci sarà chi davvero chi si scarica pure la suoneria?
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lunedì, 11 febbraio 2008, ore 11/02/2008 00:47

No_Country_for_Old_Men_poster
Non so se
Cormac McCarthy  abbia avuto l'occasione di pronunciarsi in merito, ma credo proprio che sia pienamente soddisfatto del lavoro fatto dai fratelli Coen nell'adattare per il grande schermo questo suo romanzo. Per chi non lo conosce, costui è uno dei maggiori scrittori americani viventi. Con una cifra stilistica ed una poetica ben definite. Che i due fratellacci hanno ricreato in pieno. Perché questo è quello che conta. Non è un paese per vecchi è uno dei pochi romanzi di McCarthy che non ho letto. Mi sa che stavolta basterà la visione del film.

No country for old man è un film splendido. Incrociando generi quali il western, il noir e il thriller, racconta la storia di un reduce del Vietnam che, durante una battuta di caccia ai confini con il Messico, trova i cadaveri di alcuni narcotrafficanti e una valigetta con molti soldi. Che decide di tenere per se, ma che lo costringeranno a fuggire tra Texas e Messico, inseguito da trafficanti messicani, da un killer psicopatico e da un vecchio sceriffo disilluso.

La macchina da presa descrive un mondo che ha ormai perduto ogni innocenza, se mai l'ha avuta. Dove tra il bene e il male ha stravinto il male, senza possibilità di alcun riscatto. Dove contano solo i soldi, che corrompono tutto, persino degli innocui ragazzini in bicicletta. Dove una violenza cieca e brutale ha preso il sopravvento e dove l'ideale della frontiera non esiste più. Dove però permangono ancora alcuni residui di umanità, come nello sceriffo Bell, interpretato magistralmente da un Tommy Lee Jones dolente, malinconico e amaramente ironico. Che non può fare altro che farsi da parte di fronte al nuovo che avanza.

La messa in scena dei Coen è magistrale. Si trovano pienamente a loro agio nelle tematiche dello scrittore americano, al quale  in fondo sono parecchio affini, pur nella loro differenza. Ricostruiscono peckinpahnamente  la brutalità e la violenza del passaggio a questo nuovo che avanza, per l'appunto. E lo fanno senza fronzoli,  in modo secco e antispettacolare, con momenti di humor nerissimo e filmando pochi personaggi quasi archetipici immersi, in tutta la loro solitudine, nell'immensità wilderness del border, che giustamente è personaggio portante della storia, come in tutti i libri di Mc Carthy. I Coen girano infatti con un senso del paesaggio stupefacente e gli attori, tutti, sono da applausi. Soprattutto uno straordinario Javier Bardem, che per il papel del demoniaco killer ha fatto incetta di ogni premio (manca solo la candidatura al nobel...) e il solito grande Lee Jones, in un ruolo che ormai gli calza a pennello, vista la sua performance in un film molto vicino a questo, come mood, quale è Le tre sepolture.

Assolutamente da non perdere
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categoria : cinemi, visions, attualità, americanos

domenica, 10 febbraio 2008, ore 10/02/2008 10:57

Mi sa che ho già detto che sicuramente alle prossime elezioni non voterò. Anche se la tentazione del male minore ridivente forte, dopo aver letto questo straordinario pezzo di Giovanni Maria Bellu.

No, non voto comunque
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categoria : politica, polemiche, personaggi, mondo cane, attualità, povera patria

sabato, 09 febbraio 2008, ore 09/02/2008 13:56

Sfido tutti nel riuscire a beccare 3 attori di tre famosissime serie americane che partecipano al Yes, we can pro Obama.

Naturalmente, dovrete beccarli al primo colpo. Eh eh eh

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categoria : personaggi, televisione, humour, attualità, americanos

sabato, 09 febbraio 2008, ore 09/02/2008 11:49

Eddie Vedder - Society

Kimya Dawson - So nice so smart

Glen Hansard - Falling slowly

Yann Tiersen - Comptine d'un autre été: l'après midi

Belle & Sebastian - Another sunny day

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categoria : top 5 records of today, music is my radio

venerdì, 08 febbraio 2008, ore 08/02/2008 16:23

euskadi flagIkurriña, Guipuzcoa, Navarra, Donostia, Pintxos, birra, La Concha, l'oceano Atlantico, l'euskera, le maree, la pioggia, la campagna pirenaica e i fiumi, Biarritz, il centralismo francese, Zarauz, Hondarribia e le sue casette colorate, Kontuz! Teresona, cussoni, le tre catalane in fuga, il casco viejo, la barista della taberna, Agur!, badakizu euskaraz, Fermin Muguruza, il surf, il freddo (non mi ricordo come si dice in euskera), 1300 km su una Megane, il deserto dell'Aragona, M80 radio, gli argentini, abertzale, euskal preso eta iheslariak, Etxera.

Tutto in due giorni e mezzo.

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categoria : viaggi, my own private life