domenica, 24 giugno 2007, ore 24/06/2007 17:18

Magari scrivo di ieri, della festa di San Joan e delle centomila persone in spiaggia alla Barceloneta, tra fuochi, petardi, coetes e odore di burvula che mi ricordava, proustianamente, le feste di paese.

Magari scrivo che ci son rimasto sino alle cinque del mattino a bere, chiaccherare, cazzeggiare, tra italiani, francesi, tedeschi, argentini, catalani. Che poi è l'essenza di Barcellona, questa strana mezcla di nazionalità e idiomi: essenza paradossale, visto il catalanismo/nazionalismo imperante aqui in loco.

Vabbè, si divaga troppo, al solito. Ora vado a buttarmi un pò in spiaggia. A leggere Pegate un tiro para sobrevivir, di Chuck Klosterman, titolo italiano Il giorno in cui il rock è morto. Presto ci scriverò un post, su questo finto viaggio nei luoghi delle grandi tragedie, delle grandi morti del rock n' roll. Ne avevo sentito parlare da tutte le parti, ed in effetti sino ad ora mantiene le promesse.

Solo un accenno, anche stavolta parecchio in digressione: quando vidi la scena iniziale della season 3 di Lost, che al solito usava in maniera magistrale un classico oldie americano, Downtown, di Petulia Clark, subito scattò qualcosa nella mia memoria. Non riuscivo però a focalizzare, a ricordare. Ebbene, durante la lettura del libro trovo la soluzione:  Chuck cita una scena di un (brutto) film con la Jolie e Winona Ryder, Ragazze interrotte, dove una incantevole Winona, con i capelli cortissimi, imbraccia la chitarra e inizia a cantare. Indovinate cosa? Downtown, ovviamente.

Mmm, voy a la playa. Downtown
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giovedì, 21 giugno 2007, ore 21/06/2007 10:19

Oggi a Barcellona suonano i Rolling Stones. Festeggeranno l'anniversario del loro primo concerto, che si tenne di fronte all'appena incoronato faraone Tutankhamon
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categoria : personaggi, humour, attualità, music is my radio

mercoledì, 20 giugno 2007, ore 20/06/2007 23:38

Ah però. Vedi che ti combina la Hillary Clinton. Per presentare la canzone della sua campagna elettorale, gira con il marito uno spot geniale che parodizza la puntata conclusiva, seguitissima, dei Sopranos. Peccato per la canzone, Celine Dion è una martellata nella palle. Comunque.

Vi immaginate, in Italia, Berlusconi che parodizza Centovetrine con l'inno di Forza Italia in sottofondo? O Prodi che recita, chessò, in Un posto al sole sorridendo come un deficiente? Brrr
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giovedì, 14 giugno 2007, ore 14/06/2007 16:11

Si parte: 4 giorni in terra macondiana!

I miei genitori, la mia famiglia, lunghe chiaccherate, guidare la macchina, dormire a casa, matrimonio, amici, amiche, baldoria, alcool, battutacce, rimpatriate, racconti, le novità del pueblo, risate. Eccetera.

Bello. E dura poco.

Alla prossima settimana
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mercoledì, 13 giugno 2007, ore 13/06/2007 12:52

Mah, Americanos
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categoria : attualità, americanos

mercoledì, 13 giugno 2007, ore 13/06/2007 11:42

Non volevo assolutamente scrivere nulla degli argomenti da agenda setting in Italia, cioè la battaglia di civiltà del prode Buttiglione per il gelato alla buvette come simbolo delle radici cristiane dell'Europa  e il caso Selva.
Perché? Stupidaggini, che rischiano di far scattare il peggiore qualunquismo da ce lo meritiamo, Alberto Sordi. Soprattutto la storia di Selva, odiosa, certo, ma talmente italiana da non soprendermi per nulla.
Quindi: zitto e mosca. Con un occhio alle reazioni dei soliti indignati/integerrimi di professione.
Però, quando ho letto il titolo di questo post, non ho potuto fare a meno di scrivere qualcosa. Anche solo per condividere la mezz'ora di risate incontrollate.
Eh eh
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lunedì, 04 giugno 2007, ore 04/06/2007 13:56

Ancora devo smaltirla, la faticaccia di sabato. Alla fine, dopo il concerto dei Wilco, ho pensato davvero che la schiena cedesse e che la lombosciatalgia mi desse il colpo di grazia. Invece son sopravvissuto. Tzé. Mmm, a volte mi sorprendo, con le risorse che riesco a trovare. Eh eh.
Comunque, ecco una cronica. Siamo arrivato un pò tardi, verso le 19,  perciò non ho fatto in tempo a vedermi Johnathan Richman. Qundi, inizio con The Long Blondes, solo per poche canzoni. Mmm, per carità, carini, riciclano la solita new wave, come ormai fa l'ottanta per cento delle nuove band che iniziano con The. E le componenti del gruppo, almeno viste de una certa distanza, meritano. Eh eh. Però, nulla di speciale. Ma questo era solo un riscaldamento. Poi.
Poi. Poi c'è Robin Hitchock che suona in un Auditori dall'acustica perfetta. Sempre il vecchio allampanato, allucinato, loco como una cabra, col ciuffone imbiancato, che offre una manciata di pezzi rock 'n roll davvero prelibati, compresa una dedica ad Artur Kane dei gloriosi NYDolls. E c'era pure un certo Peter Buck, ad accompagnarlo. Ci siamo capiti. Ragazzi, nessuno impugna la chitarra in quel modo. In fondo, è Peter Buck.
C'è una Patti Smith con il solito aspetto da sacerdotessa di riti ancestrali. Che forse sarà alla frutta, ma sprigiona ancora un magnetismo pazzesco. E certi pezzi, storia pura, fanno venire i brividi. E Rock `n roll nigger in chiusura, beh, non tutti possono permettersela.
Ci sono The good the bad & the queen, il cui live set mi ha fatto ripromettere di riascoltare meglio l'album. Con un Damon Albarn in bombetta che ha una faccia che più english non si può. E soprattutto con Paul Simonon. Che sarà sopravvalutato, come pensano alcuni. Che però tiene il palco in modo pazzesco. Pazzesco. Chi l'ha visto sa cosa intendo. Mancava solo che spaccasse il basso. Eh.
Ci sono I Sonic Youth. E che devo dire. Nulla, quando si inizia con Teenage riot. E si prosegue con un tiro e una ferocia devastanti. Straordinari. E Kim Gordon, in gonnellina di strass, è perversamente sexy. Non si sono limitati a Daydream Nation, hanno suonato per un'oretta e mezzo. Un delirio.
Ci sono i Buzzcock, di cui ho visto solo 4/5 pezzi. Madonna quanto picchiano, sti vecchietti. E madonna quanto debbano chiedere  i diritti d'autore ai Green Day. Peccato per la voce di Pete Shelley. Farà tanto punk, sì, però, insomma.
E ci sono i Wilco. Visti da molto vicino. Che mi hanno fatto rivalutare Sky blue sky, da riascoltare assolutamente. Che sono dei musicisti straordinari. Con la voce di Jeff Tweedy che davvero emoziona come pochi. Con un repertorio americana ormai da superstar. E hanno fatto A shot in the arm e Via Chicago. E purtroppo mancava Misunderstood. E pure mancava Ashes of american flag. Ma non si può chiedere tutto, la perfezione non è di questo mondo.
Per fortuna.
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venerdì, 01 giugno 2007, ore 01/06/2007 15:57

primavera cartelAlla fine ho comprato il puto biglietto. Sessantasettevirgolacinquanta euri, per la precisione. Per l'entrata a tutto il giorno di sabato. Vabbè, il commesso di cd Drome mi ha fatto un gentile sconto, anche se credo involontario...jejeje!

Comunque. Sabato sarò al Parc del Forum, vicino al lavoro, ad assistere ad uno degli eventi musicali dell'anno per il popolo indie. In effetti,
il cartello è impressionante: vedere per credere. C'è davvero da fregarsi le mani.

Purtroppo le spese che mi aspettano non mi hanno permesso di prendermi l'intero abono, così mi son dovuto perdere a malincuore gente del calibro di White Stripes, Smashing Pumpkins, Modest Mouse, Blonde Redhead, Low, Maximo Park, Girls against boys. Peccato.

Vabbè, sabato ci sarà comunque da divertirsi. Dovrò fare i salti mortali per vedere Robin Hitchcook, Johnatan Richman, The Good the bad and the queen, Buzzcocks, Patti Smith, Sonic Youth e Wilco. Si, Wilco. Voglio proprio vederli. Li ricordo tanti anni fa a Bologna, aprire il concerto dei Rem, con Jeff Tweedy che dopo dieci minuti abbandonò il palco in lacrime, chissà perché.

A ver, a ver. Il problema sarà domenica mattina, quando dovrò andare a lavorare. Il set dei Wilco, per dire, inizia alle 02 e passa. Uff. Mi ci vorrà una settimana, per recuperare. Eh, la vejez
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