Leggete QUI. Ci ho riso per dieci minuti.
Costui, il comandante in capo del fronte-occidentale-minacciato-dal-terrore-planetario - Wow. Fa tanto sci-fi maccartista, no? - non riesce a fare tre cose contemporaneamente. Tipo guidare una bici con una mano sola, salutare con l'altra alcuni agenti locali, dire ad alta voce "Grazie ragazzi, per essere venuti", senza schiantarsi sugli stinchi di alcuni bobbies.
Che dire? Stava anche per schiattare mentre divorava un salatino.
Scommettiamo che non riesce neppure a succhiare una fruit joy senza masticarla?
Pogues - Tuesday morning
Culture Club - Karma camaleon
Lou Reed - Hookywooky
Micah P. Hinson - Close your eyes
Sufjan Stevens - John Wayne Gacy, jr
Pare che il suo vero nome sia Eriberto. Anzi, no, Luciano.
Ps: titolo preso da Giovani tromboni
Mi passava per la mente di scrivere un post sull'influenza aviaria. E anche uno sul grande fratello. Ma costui ha preso due piccioni con una fava:
Tutti si chiedono quali sarebbero gli effetti concreti, sulla popolazione italiana, nel caso scoppiasse un'epidemia di H5N1.
Se solo avessimo a disposizione un ambiente controllato, con un gruppo di uomini e di donne che si offrono come cavie volontarie, disposte ad affrontare qualunque condizione gli venga imposta da fuori...
ANSA. 17 feb 16:47. Trovato un cigno morto nel giardino del Grande Fratello.
"Mi sono ammalato ed è come se fossi morto. Il deserto è entrato dentro di me, il mio cuore si è fatto sabbia e credevo che il mio viaggio fosse finito".
E' morto Luca Coscioni. Uno dei "nazisti" che più si spese per il referendum dell'anno scorso.
Adios Luca. Le tue battaglie rimarranno.
Un pò in ritardo 'sto post, vero? Quando si dice stare sulla notizia.
E tutti a chiedersi come avesse fatto i soldi, il nostro. Eh eh, con un padre del genere, vuoi mettere. Ecco perchè ha eliminato le tasse di successione.
Che c'è da ridere? Ne ha fatto di miracoli, il nostro Cav. Per dire, ha fatto letteralmente sparire la prima moglie. Va beh, sarà il Gesù dei vangeli apocrifi.
Ha fatto diventare ministro Gasparri ed è riuscito a far scomparire il riporto di Schifani.
Ha sdoganato la Russia di Putin, dando la spallata decisiva al muro di Berlino. Putin, sì, quel democratico ingiustamente attaccato per la sua opera da Gino Strada della Cecenia.
Pur essendo nato nel 1936 ha compiuto appena 50 anni. Il resto gli è stato prescritto (Luttazzi).
Ha riportato in vita un novello Lazzaro: papà Cervi.
Tramite Carlo Taormina ha fatto riaprire il processo di Jack lo squartatore.
Moncalvo e Masotti hanno avuto un programma tutto loro. Incredibile, vero? Come se Oriana Fallaci diventasse anchorwoman di AlJazeera.
Bene. Pare che sia pronto il nuovo programma del centrodestra, in 10 punti. Pochi però sanno che c'è in cantiere pure il programma dei prossimi 10 miracoli:
- riuscire a parlare per trenta secondi senza dire le parolacce comunismo e GianniLetta;
- far tornare assieme Sienna Miller e Jude Law;
- ascoltare per dieci secondi un cd di Laura Pausini senza decidere di suicidarsi o di guardare Porta a Porta;
- far riincontrare Gianfranco Fini e Bob Marley;
- raccontare a tv sorrisi e canzoni quello che succederà nella prossima serie di Desperate Housewives;
- far tornare in sé Syd Barret e Camillo Ruini;
- organizzare una seduta spiritica con Romano Prodi così da sapere dove è finita la maglietta preferita del sottoscritto;
- rinunciare a calamità naturali come tsunami, terremoti, film di Carlo Vanzina;
- limitare il ritardo dei treni italiani a solo due fusi orari;
- entrare in una madrassa pakistana con la maglietta di John Dahl Tomasson e uscirne con la testa attaccata al collo. Oppure, a scelta, andare ad una battuta di caccia con Dick Cheney senza farsi neppure un graffio.
Vergogna. Provo solo vergogna nel vivere in una nazione che ha eletto Carlo Taormina come rappresentante del popolo.
Per chi abitava sulla luna, e cioè la stragrande maggioranza italiota, bisogna ricordare che l'Avv. è stato messo a capo della commissione d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, giornalisti del tg3 ammazzati come cani in Somalia, nel 1994. Questo dopo aver dato bella prova di sè nelle commissioni-bufala Mitrokin e Telekom Serbia, quella di Aigor Marini. Per non parlare della sua discesa in campo nel delitto di Cogne, tra plastici da Vespa, interviste da Costanzo, nuove clamorose prove, accuse di depistaggio ed immancabile tam tam mediatico.
Ora, la commissione ha concluso i lavori. E tralasciamo il repulisti fatto nei confronti di vari consulenti, tipo Roberto di Nunzio, giornalista di Skytg 24. E tralasciamo pure la vera e propria intimidazione verso Maurizio Torrealta di Rainews24, che si è visto oggetto di perquisizione della casa e sequestro dei computer. Che poi, volendo, potremo pure ricordare che Torrealta fu l'unico direttore a trasmettere l'ormai famosa intervista a Borsellino, quella su Mangano, Dell'Utri, Berlusconi. Puzza, vero? Va bene, tralasciamo pure. E parliamo delle conclusioni.
(...) i lavori della Commissione hanno smascherato dodici anni di depistaggio dalla verità messi in atto dalla stampa di sinistra in collusione con pezzi deviati ed altamente illegali annidati nelle istituzioni ed al servizio della stampa del regime comunista. L’opinione pubblica deve sapere che questa sinistra fino all’ultimo e pur di non essere sputtanata mette in atto vergognose iniziative per delegittimare un organismo parlamentare ormai in possesso della verità. Questa verità, peraltro, sarà consegnata ai cittadini che devono sapere fin da ora che mai nessuno ha inteso uccidere i due giornalisti, vittime di una manica di banditi senza che i banditi stessi sapessero di chi si trattasse ed agendo unicamente in un contesto di ritorsione criminale. La gente deve, inoltre, sapere che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin non erano depositari di alcun segreto nelle materie che un giornalismo d’accatto per dodici anni ha invece tentato di propinare. E’ falso che i due giornalisti fossero a conoscenza di cose inenarrabili nei campi della cooperazione, del traffico di armi, del trasporto di rifiuti. I due giornalisti nulla mai hanno saputo e in Somalia, dove si recarono per seguire la partenza del contingente italiano, passarono invece una settimana di vacanze conclusasi tragicamente senza ragioni che non fossero quelle di un atto delinquenziale comune.
Una settimana di vacanze conclusasi tragicamente. Vacanze. Certo. Prenditela tu una bella vacanza. A Guantanamo. Vacanze. Come quelle che si facevano gli anifascisti al confino, direbbe il nostro Napoleone.
Belle queste commissioni d'inchiesta. Quelle che sfidano le leggi della fisica per dimostrare la deviazione di un proiettile da parte di un sasso volante. Oppure altre, come la commissione sull'insabbiamento delle stragi nazifasciste del 1944, quelle di S. Anna di Stazzema, Marzabotto. Quelle dell'armadio della vergogna nella procura di Roma. Reati di natura politica, cancellati dalla famosa amnistia del 1959. Belle, sul serio.
Che bel paese! Dove ci sono i reati, ma non si trovano mai i colpevoli. Piazza Fontana, Ustica, Portella delle Ginestre, piazza della Loggia. E qui mi fermo, è meglio.
Andiamo con un pò di recensioni sparse. E alla fine di ogni recensione un link per potervi scaricare legalmente una canzone. (Grazie a Luca Castelli)
Artic Monkeys: Whatever people say i am...
Ed alla fine eccoli alla prova su lunga distanza. La new sensation del rock'n roll inglese. La milionesima next big thing della musica d'albione (wow, ho scitto albione. Tipo Carlo Villa!). La band che ha occupato come non mai le chiacchere musicofile in rete negli ultimi mesi. I Libertines della blog generation - che non so cosa sia, ma scriverlo fa tanto cool -. Subito, all'uscita del disco, hanno venduto a valanghe. Alla faccia della crisi del mercato discografico. Ecco, i Libertines, appunto. Questi ragazzetti sono una sintesi dei gloriosi Jam e della fu premiata ditta Barat-Doherty. Soprattutto la voce, assai vicina a quella di Pete il tossico. Forse addirittura più furiosi, meno british dei Libertines. E dei Jam.
Una raffica di botte innodiche e saltellanti che sveglierebbero un morto. Vedi la devastante I bet you look on a dancefloor. Però mi lasciano un pò così. Non so. Preferisco di gran lunga i Franz Ferdinand. Nel genere, tutt'altra pasta. Comunque, bravi. Fake Tales Of San Francisco (Arctic Monkeys)
Belle & Sebastian: The life pursuit
Beh, che dire, son cambiati i ragazzi di Glasgow. E hanno perso pezzi, vedi la Isobel, buttatasi nelle braccia di Mark Lanegan. E il loro meraviglioso pop degli esordi, gentile, timido, si è evoluto, inevitabilmente. E' giusto aspettarsi un altro Boy with the arab strap? No. Ma quell'album stupendo resterà per sempre. Questo no.
Non dico che è brutto. Non sono capaci di fare qualcosa di brutto. E' solo un pò diverso. Chiariamoci: nettamente sopra la media. Tanti farebbero carte false per scrivere canzoni come To be myself completely, un pop blues come The blues are still blue, Dress up in uou, Funny little frog. Per non parlare di Another sunny day, autentico capolavoro di sunshine pop, la canzone perfetta per iniziare una bella giornata di sole nella prossima primavera.
E allora? Cosa voglio di più?
Bright Eyes: Motion sickess
Quello passato è stato un anno straordinario per ciccio Oberst. Due album pubblicati assieme, alcuni singoli nella top ten Usa, una sempre maggiore visibilità che sfiora ormai il mondo mainstream, il suo noto impegno politico contro Bush, che l'ha portato a paartecipare al Vote for Change.
Ora Conor se ne esce con un live di stampo prettamente acustico, che dimentica totalmente il brutto Digital ash... presentando invece quasi interamente lo stupendo I'm wide awake...Manca qualche canzone, per esempio Lua - che tra l'altro sembra una cover di we know the night dei gloriosi Replacements - oltre al suo miglior pezzo, secondo il sottoscritto, che è Something vague, dallo stupefacente esordio. Ma va bene uguale, visto che il disco è davvero bello, ben suonato, con un paio di cover di classe - Feist ed il compianto Elliott Smith - e la chicca When the president talks to god, che esordisce con queste testuali parole "Questa è per il nostro ignorante, arrogante, e soprattutto incompetente presidente".
Quando si dice parlare chiaro.
Cat Power: The greatest
Ma quant'è bello questo disco! Già da ora, preventivamente, tra i migliori di tutto l'anno. Quella di Chan Marshall è musica senza tempo. Inclassificabile, perchè vola sui generi con una classe e un cuore senza rivali.
Una voce emozionante come poche, che regala dodici perle tra il miglior soul, un pizzico di alt country, blues, ballate pianistiche - Where is my love, straziante - e rock neilyounghiano.
Ascoltatevi la title track, possibilmente in cuffia. Vi manderà kappao.
Meraviglioso. The Greatest (Cat Power)
Clap your hands say yeah: Clap your hands say yeah
Ti viene da dire: finalmente un nuovo gruppo rock'n roll che non inizia con "The". Anche questi giovani newyorkesi sono figli della web generation. Il loro album, autoprodotto, ha avuto la fortuna di essere recensito da Pitchfork, il sito guida per le indie recensioni, che gli ha affibbiato un bel nove. Wow. E subito la grancassa blog ha fatto il resto.
Mi sono avvicinato con diffidenza, ma questo disco mi ha folgorato. Grandioso. Se la title track è il miglior apocrifo talking heads mai sentito, il resto dell'album è una micidiale e stralunata botta rock/new wave con tastierine casio, sintetizzatori anni ottanta, un basso-macchina da guerra e le chitarre giuste. Il tutto accompagnato dalla voce di un mutante che sta tra David Byrne, appunto, e Gordon Gano delle Violent Femmes.
Micidiale. Cat Power a parte, uno dei migliori dischi che ho ascoltato ultimamente, assieme a Funeral degli Arcade Fire.
Tidal Wave (Clap Your Hands Say Yeah)
Neighborhood #2 (Laika) (Arcade Fire)
Mi è venuta un'idea clamorosa per fare un pò di soldi. Vado un pò in giro in Medioriente e nei paesi musulmani a vendere bandiere della Danimarca e accendini. Wow!
La storia delle vignette blasfeme sul giornale danese mi sembrava una piccolezza, ed invece è vero che un battito d'ali di farfalla a Copenaghen può provocare danni quasi irreparabili in mezzo mondo. Inizialmente la mia posizione era abbastanza netta - e lo è ancora, ma non troppo - ma col passare dei giorni mi rendo conto che ci sono parecchie argomentazioni tra loro assai differenti, tutte con un fondo di verità. Provate a fare un giro su Macchianera, Wittgenstein, Lia, Leonardo, Babsi Jones. Si è sviluppato un dibattito di una qualità spesso eccelsa, su un argomento molto controverso. E' in ballo il rapporto-conflitto tra libertà di espressione - e di satira, anche blasfema - e libertà religiosa. Vanno messi dei limiti a questa libertà di espressione? Oppure essa non deve toccare certi tabù, soprattutto religiosi? E' giusto applicare i nostri schemi mentali, la nostra mentalità ormai - più o meno - secolarizzata alla sacrosanta pretesa di non essere offesi in ciò che si ha di più caro, pur sapendo che si rischia di appiccare un vero e proprio Unforgettable fire?
Ho subito pensato ad una vecchia battuta di Luttazzi. " Un giorno un funzionario Rai mi disse che su alcuni temi tabù non potevo fare battute, e questi temi erano la religione, il capo dello Stato, gli handicap fisici, le razze diverse e l'omosessualità. Io gli risposi che la battuta che mi sarebbe piaciuto fare per aprire lo show era <<Cristo di un Dio - dice Scalfaro - quello zoppo di un negro è una checca! >>.
Oppure "Tutti sapete che i cristiani si fanno il segno della croce in memoria di Cristo, morto sulla croce. Beh, tutte le volte che mio padre vedeva mia madre farsi il segno della croce le diceva <<Sei fortunata che non l'hanno impalato>>.
O ancora, parlando del film di Gibson La passione di Cristo: "La trama: Gesù è morto affinchè Mel Gibson potesse guadagnare milioni e milioni di dollari. E ci credo, dopo duemila anni di pubblicità. Ad Hollywood stanno pensando al sequel : Freddy contro Gesù. Comunque, bellissima la scena finale, dove Cristo viene impacchettato da Christo, e quella dove Uma Thurman decapita Gesù con una sciabolata. E che dire delle leggende circolate sul film? Non so se sono vere, so solo che dopo un pò dall'inizio la mia Pepsi si è trasformata in vino". E qui mi fermo, perchè ci vorrebbero giorni per citarne altre.
Bene. Io a queste battute ho rischiato di slogarmi una mandibola. Amo la satira, soprattutto quella blasfema, perchè infrange i tabù più intoccabili. E mi rendo conto che parecchi si scandalizzano a leggere cose del genere. Di più, il prendersela con Luttazzi è diventato sport nazionale. Ma nessuno gli ha bruciato la casa, né gli ha emesso una fatwa condannandolo a morte. Al massimo l'hanno fatto sparire dalla tv. E magari avrà pure trovato una testa di cavallo mozzata nel suo letto. Ma questa è un'altra storia. Grave, per carità. Però.
E quindi. E quindi le vignette saranno razziste. E anche militanti, che schifo. E saranno pure brutte - anche se quella sulle vergini ormai esaurite mi ha fatto ridere parecchio, tipo quella luttazziana che una delle settantadue vergini in paradiso per i kamikaze è Britney Spears -. Ed il giornale danese sarà pure un fogliettino iperdestroide che cavalca lo scontro di civiltà. Ed avrà pure rifiutato una vignetta un pochetto offensiva per i cristiani. E avrà pure pubblicato una vignetta con una stella di david esplosiva, o giù di lì. E sarebbe bastato uno scusarsi in tempo, pur ribadendo l'intangibilità della libertà di stampa. Che si manifesta anche nel decidere di non pubblicare, come hanno fatto in tanti. E sicuramente c'è stato un enorme problema di mancata sensibilità nel pubblicarle, le vignette, una sensibilità invece presentissima nel toccare argomenti quali l'olocausto.
Va bene. A parte che oggi si legge che le vignette siano state pubblicate su un giornale egiziano già ad Ottobre, senza così tanto clamore. Ma la reazione è stata talmente spropositata da risultare quasi grottesca, oltre che tragica. Che cazzo deve fare ora il governo danese? Crocifiggere quei coglioncelli dei vignettisti per una enorme leggerezza che però non è reato? E alla prossima, che succederà? L'invasione della Polonia? Devo stare attento a non mangiare più carne di vitello per non ritrovarmi piantato il kriss di un fanatico induista nel cuore? Cosa dobbiamo scrivere per non offendere più nessuno, che la religione non è più l'oppio dei popoli, ma il metadone dei popoli? (Pirani su Rep).
Cazzo, non me ne vado mica in giro per Il Cairo con una maglietta raffigurante Maometto col turbante bomba. Non passeggio in Vaticano distribuendo a tutti Il libro nero del cristianesimo. Non me la spasso per Tel Aviv a fare il saluto alla di Canio. E quindi, mi spiace, mi tengo i miei egoistici valori da occidentale iperlaicista e corrotto, che permette di dire la sua tanto a Michel Onfray quanto a Baget Bozzo. E perfino a Calderoli. Valori che mi fanno rabbrividire al sentire tutte le massime autorità religiose che fanno una sottospecie di fronte comune. Valori che mi fanno pensare che in questo secolarizzato occidente imperialista, assassino, bugiardo, opportunista, ci sia un minimo di libertà in più che in alcune teocrazie o regimi autoritari pseudo-laici. E 'fanculo al mio relativismo fino al midollo. 'Fanculo al politically correct. Si obietterà: facile, tu che hai tutto, mangi più del necessario, sei laureato, leggi quello che ti pare, hai la tua auto, internet. Lo so, ma non riesco a farmene una colpa, malgrado tutto.
Ok. Ok. C'è un però. E allora? A che pro tutto questo ragionare noi contro loro? Che fare? Andare appresso ai falchi dello scontro di civiltà huntingtoniano e ora fallaciano? Cadere nella trappola del con noi o contro di noi di chi si prepara ad attaccare Siria ed Iran servendosi anche di questi pretesti? Siamo sicuri che, pur non avendo dubbi sulle nostre ragioni - ed io ne ho, caspita - questa contrapposizione frontale non sia una mera gratificazione fine a se stessa, che afferma dei princìpi spesso da noi disattesi, anche se in misura differente? E soprattutto, ci siamo chiesti perchè se la siano presa moltissimi musulmani, non solo i fanatici, ma la stragrande maggioranza pacifica? Non è che tra loro qualcuno va a pensare che a noi il loro divieto di rappresentare il profeta ci fa un baffo, ed inizia a mettersi in testa che Bin laden non ha tutti i torti? Certo, questo ragionamento può essere invertito. Loro - uff - protebbero pensare che tutti gli occidentali siano d'accordo nell'assimilazione islam-terrorismo che potrebbe risultare da una vignetta. E non è vero, malgrado queste schifezze. Bah, non si va da nessuna parte, in questo modo.
Anche sulla condanna delle religioni in toto, gran dibattito. Certo, sono una brutta bestia. Oppio, sì. Oppio che ci permette di resistere allo smarrimento che ci provoca la vita e la sua inevitabile fine. Certo. Però può anche servire, come scrive Lia. Vedi i soldati feriti a morte in guerra, che usavano la morfina per lenire l'insopportabile dolore. Una metafora della funzione della religione.
E allora? Torno al relativismo? (Ma che cos'è poi davvero 'sto relativismo di cui tutti cianciano, spesso a sproposito?) No, anzi, sì. Anzi, non so. Ho dubbi, non certezze. Per fortuna.
Un'ultima cosa. Mi fa ridere la levata di scudi dei nostri media contro la censura e a favore della libertà di stampa. In Italia, paese parzialmente libero. Che appoggia la Danimarca, paese con una solidissima tradizione di libertà di stampa. Come se la Cina si lamentasse del mancato rispetto dei diritti umani nel mondo.
Senza vergogna, al solito.
"Renzo e Lucia rimandano le nozze finché il lettore non ne può più, e allora si sposano".
"Ortis ama Teresa, ma questa non gliela dà, e lui s’uccide".
Firmati da quel genio di Daniele Luttazzi, questi sono riassunti de I promessi sposi e Le ultime lettere di Jacopo Ortis. Spettacolari, vero?
Le ho trovate sul Corriere, che ha proposto questo gioco, cioè il riassumere un capolavoro della letteratura in poche battute, formato sms. Il che equivale a farne vere e proprie mini-recensioni.
Alcuni lettori hanno provato a farlo, e ne sono uscite autentiche chicche. Guardate qua sotto:
Achei-Troiani 1-0 (Iliade); Paride+Elena: Menelao gli ruga. Agamennone ne approfitta, ma Achille è isterico: 10 anni di botte. Poi bussano: "Toh, un cavallo: facciamolo entrare" (Iliade); Dieci anni di guerra per una sciacquetta (Iliade)
Emigrante turco arriva in Italia su un barcone e fonda Roma (Eneide); Dio crea il mondo. Deluso, lo allaga, ma salva un vecchio e i suoi animali. Quando infine manda suo figlio, Gesù, non lo riconoscono e lo mettono in croce (la Bibbia); Il GF controlla tutto e tutti in un paese immaginario anzichè su Can5. La libertà di pensiero è dire che 2+2=4 e non 2+2=5 come impone lo Stato. No lieto fine (1984, Orwell);
La giustizia cecoslovacca è più lenta di quella italiana. Ma alla fine, almeno, c'è la certezza della pena (Il processo, di F. Kafka); La storia di 1 che dopo aver mangiato 1 biscotto si ricorda di tutta la sua vita e ci scrive sopra 7 libri (La ricerca del tempo perduto, di M. Proust); Ridateci il plusvalore, sfruttatori! (Il Capitale, Marx); Con l'euro si è molto rivalutato (Il Milione, di M. Polo);
Belli No? Chi ci vuol provare?