A proposito del post qui sotto. Dopo anni di rinvii alla fine ho avuto il coraggio di finire Cent'anni di solitudine.
Ed ora? Dylan Dog finirà il galeone?
Aiuto
Alla fine ci sono cascato. Già da più di un mese molti amici mi avevano lanciato il guanto della sfida. “Perché non scrivi niente sulla notizia del paese di Marquez ribattezzato Macondo?” “Sì, certo, prima o poi lo farò”. Niente. Ho lasciato perdere. Ma alla fine ci sono cascato.
L’occasione me l’ha data questo pezzo sulla crisi creativa del Gabo, che ha ammesso di non aver scritto nulla perché non aveva nulla da dire. "Con la pratica che ho potrei scrivere un nuovo romanzo senza problemi - ammette - però la gente si accorge se non ci hai messo l’anima.”
Questo fa onore allo scrittore. Pensate quante boiate ci saremmo risparmiati in ambito letterario, musicale, cinematografico, artistico, se qualcuno avesse avuto tale onestà. Mah.
Che poi anche le vicissitudini personali di Marquez di questi ultimi anni si sono avvicinate moltissimo alle vicissitudini degli abitanti di Macondo. In poco tempo ha perso un fratello e la madre, e lui stesso è riuscito a scampare ad un grave cancro linfatico, proprio come il colonnello Aureliano Buendìa riuscì a scampare ad innumerevoli attentati. Ma la realtà e la fantasia si sono incrociate anche altre volte.
Pare infatti che il sindaco di Aracateca, il villaggio colombiano dove nacque Marquez, voglia ribattezzare il villaggio con il nome di Macondo. "La questione è semplice - ha detto con estrema franchezza il sindaco ai giornalisti - si tratta di sfruttare turisticamente l'ingegno del nostro più illustre concittadino e di trasformare in realtà l'immaginaria Macondo. ". Da parte sua l’assessore alla cultura ha osservato che "se esiste Illier-Cambray, il villaggio immaginato da Marcel Proust in 'Alla ricerca del tempo perduto', perché non può essere realtà Aracataca-Macondo?". >>>
Che dire? Sicuramente è una operazione commerciale. Come sicuramente è giustificata da esigenze concrete e comprensibili. E’ facile per noi radical-chic europei indignarci per cose del genere, senza metterci nei panni di chi non ha nemmeno un acquedotto e si trova sempre in mezzo agli scontri tra Farc e paramilitari (altra analogia con Cent’anni di solitudine. Do you remember Liberali e conservatori?). Quindi, va bene. Ci sta. Però lasciatemi almeno provare una qualche amarezza. Ci si sente un po’ così quando ti portano via persino i sogni. Quando ti rendi conto che Babbo Natale non esiste. Quando la realtà espropria persino il mondo della fantasia.
Sì, certo. Lamenti piccolo-borghesi da europeo frustrato. Va bene. Ma sarebbe bello che Neverland restasse Neverland. E lasciarmi credere che si possa sognare talmente forte da uscire ilsangue dal naso.
Eh sì. Come prevedibile, la Palestina ha votato Hamas. Con buona pace di Cristian Rocca e degli esportatori di professione, che citavano ad ogni piè sospinto il pezzo di Fouad Allam sull'odiata Rep, con titolo "E' esportata, ma è democrazia". Ci si riferiva all'Iraq. Sono i rischi dell'urna.
Che poi ci sarebbe tanto da dire sulle cantonate recentemente prese da Camillo. Ma ha già detto tutto il buon Leonardo. Aggiungo solo un paio di osservazioni. Prima di tutto l'odiata Rep. stavolta ci aveva preso, con i suoi famosi titoli preventivi. E Hamas ha vinto i dibattiti. E poi, leggere due post dove prima ci si arrampica un pò sugli specchi a difendere comunque il processo democratico, mentre nell'altro , sì, ha vinto Hamas, però, che diamine, se vinceva Fatah non cambiava mica tanto. Certo. La volpe e l'uva.
Intendiamoci. Malgrado la mia contrarietà all'avventura irachena non ho i paraocchi di tanti altri. Anch'io preferisco gli americani ai qadisti tagliatori di teste attirati come mosche nel pantano creato dall'amministrazione neocona e guerrafondaia. Per dire, uno dei più conosciuti neoconi americani, adorato da quelli nostrani, è riuscito a pronunciare questa enormità: "La vittoria di Hamas alle elezioni in Palestina - ha detto Daniel Pipes - sono come quelle di Hitler in Germania nel 1933 o come quelle di Salvador Allende in Cile nel 1970". (grazie a Lia). Da commentare? No, è meglio di no. Però. Checchè ne dicano alcuni professionisti dell'antiamericanismo a prescindere, direbbe Totò, alle elezioni irachene ha votato tre quarti della popolazione. Mica bruscoletti. Sunniti, sciiti, curdi, laici. Praticamente tutti. Filo-americani e resistenti. E questo vuol dire qualcosa. Non è una farsa, come ammoniscono alcuni soloni nostrani, che non la darebbero vinta manco morti.
Bisogna ammetterlo. Questa guerra del cazzo ha avuto almeno l'enorme merito di far tentare alla grande maggioranza degli iracheni una qualche partecipazione. Digli niente. E guardate che questi se ne fregano dei nostri dibattiti decennali sulla crisi della democrazia rappresentativa. Non hanno mai letto i bei libri antidemocratici di Massimo Fini. E anche se non leggono Freud possono vivere cent'anni. Hanno solo votato. Per la prima volta, visto che il sosia di Massimo Lopez non era il massimo in quanto a magnanimità. Quindi, bene. Anzi, benissimo.
E ora? Ora viene il bello. La democrazia, le urne, sono una cosa strana. Infida. Capita che un miliardario tycoon televisivo diventi capo del governo. Che avete capito, parlo della Thailandia. E capita che la maggioranza parlamentare vada a gruppi religiosi di tipo islamista. E capita che l'Iran ahmadinejano-o-come-diavolo-si-scrive si stia fregando le mani per la situazione irachena. Oltre che per quella dei territori palestinesi, dove anni di occupazione brutale, colonizzazione selvaggia, omicidi mirati, corruzione interna oltre ogni limite e molto altro, hanno portato, come ampiamente previsto, un gruppo radicale di fanatici del martirio ad ottenere la maggioranza assoluta dei voti di un popolo che era sempre stato il più laico del mondo arabo.
E ora? E ora son cazzi. Altro che un ridisegnamento in senso positivo del Medioriente.
E' la democrazia, bellezza. Islamica, ma è democrazia.
Indigo Girls - Romeo and Juliet
Damien Rice - The blower's daughter
Sonic Youth - Diamond sea
Go Betweens - Make her day
Baustelle - La guerra è finita

Giurin giurello: la prima cosa che mi è saltata in mente quando ho visto questa immagine è stata la scena di Eva e il serpente tentatore. Certo, manca la mela. E non solo.
Ah, non vale la battuta che, mancando la mela, ci sarebbero i meloni. E neppure quella che il serpente stia puntando a raggiungere il paradiso terrestre.
Robetta freudiana.
L'altro giorno, sul Corriere:
"Giuseppina, 52 anni, è stata costretta per trent'anni a mangiare gli avanzi in ciotole e a dormire su una brandina da campeggio in un appartamento di un condominio di Pescara. Veniva lavata ogni tanto con un tubo sul balcone e usciva una volta al mese, ma solo per ritirare la pensione di invalidità".
Va beh, titolare un post "Titoli" è come chiamare il mio cane "cane". Certo. Però, sorbitevi queste autentiche perle. Titoli di film porno. Da spaccarsi dal ridere. Sono l'esatto contrario di quelli che traducono un titolo originale come Vertigo in La donna che visse due volte. Ecco qua sotto 'sti veri colpi di genio. P.S: ne avevo già parlato QUI.
7 ani in Tibet ; A quel culo piace caldo; Altrimenti c'arrapiamo; Anal dai capelli rossi; Ani ruggenti; Coito ergo sum; Ispettrice Callagan, il cazzo storpio è tuo; Il glande freddo; I miei primi 40 ani; Erezioni di piano; L'ano del dragone; L'importanza di chiavarsi Ernesto; Piccolo glande uomo; I tre giorni del condom.
E così via. Provate a vedere QUI.
P.s. 2: Voglio proprio vedere le chiavi di ricerca tra qualche giorno. Hi hi hi!
Ieri si è rifatto vivo (ah, ah, ah!) l'ologramma di Bin Laden. E va bene. Anzi, insomma.
Nessuno sa che però il Nostro ha fatto riferimento anche all'Italia. Ecco la parte censurata del messaggio:
Italiani, non vi attaccheremo mai.
1) I vostri aereoporti sono nel caos. Non riusciremmo mai a decollare.
2) I vostri treni sono le peggiori armi chimiche che esistano, vi fate già del male da soli.
3) Se un nostro kamikaze entra nelle vostre metropolitane lo pestano e gli portano via la roba.
4) Se - ripresosi - lo stesso kamikaze attacca uno stadio finisce anche peggio.
5) Città devastate, ruderi ovunque e gran casino? Sono cose che avete già. Le avete chiamate “Grandi Opere”.
6) Filmati con ostaggi che piangono? Ieri è iniziato il “Grande Fratello 6”, avete già pure questo.
7) Avvelenarvi i cibi? Nemmeno noi avremmo pensato di intossicare il latte di bambini con i contenitori…
8) Mandarvi in caos le comunicazioni? Uff… il digitale terrestre ce l’avete già…
9) Ammazzarvi la stampa libera? Già… e quale?
10) Fornirvi di un dittatore? Be… (completate voi dopo i puntini)…
Da Macchianera

Alla fine son riuscito a vederlo. Sarò laconico. Non mi servono le stellette, solo un aggettivo: STRAORDINARIO.
Sul serio. Un difetto: forse alcune scene violente mi sembrano gratuite. Peccati veniali. Ripeto: straordinario.
Umps, in questi giorni ho qualche problema di connessione, sorry. Ho visto che Beatrice mi ha passato la catena di S. Antonio delle strane abitudini. L'avevo già vista quì, da Demona.
Bene, il problema è che non me ne vengono in mente! Chessò, la passione per andare al cinema rigorosamente da solo, è una strana abitudine? Oppure il thè caldo prima di andare a letto? Che dire poi del salire gli scalini delle scale a due a due? E dell'accendere lo stereo prima di sedere in macchina? And last, but not least, spesso leggo il giornale partendo dall'ultima pagina sino alla prima.
Sono strane abbastanza?
Passo la mano a JustAman, Vedder, Crazymary78, Yellowant, Giurleo (eh, eh, eh,), Beat. E a chiunque lo voglia fare.
Ah, dimenticavo il Regolamento: il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro