mercoledì, 30 novembre 2005, ore 30/11/2005 15:24

Pearl Jam - Crazy Mary

Indigo girls - I don't want to talk about it

Gang - La pianura dei sette fratelli

Kill Bill ost - The lonely shepherd

Josè Gonzales - Heartbeats

Permalink ¦ commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria : top 5 records of today

martedì, 29 novembre 2005, ore 29/11/2005 00:54

Praticamente l'intero globo terracqueo ha avuto da ridire sulle banlieues parigine, sulla racaille, su monsieur Sarkozy.

Bueno, io ci arrivo in modo un pò obliquo. L'altro giorno in edicola ho notato che Panorama aveva in allegato alla rivista il dvd de "L'odio", con la seguente dicitura: "il film che ha anticipato la rivolta nelle banlieues". Gran tempismo, no?

Vedrete che al prossimo devastante uragano con nome di donna sarà allegato il dvd de "La tempesta perfetta".

Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria : mondo cane, humour, attualità

domenica, 27 novembre 2005, ore 27/11/2005 15:08

Goodbye Geordie.

Che la terra ti sia lieve

Permalink ¦ commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria : personaggi, attualità

giovedì, 24 novembre 2005, ore 24/11/2005 01:52

"La mafia fa schifo".

Così parlo il governatore della Sicilia Totò Cuffaro.

Continuando di questo passo finirà che beccheremo l'ineffabile Clemente J. Mimum ad urlare: "Abbasso il giornalismo marchettaro".

Permalink ¦ commenti (8)¦ commenti (8)(popup)
categoria : humour, attualità, povera patria

giovedì, 24 novembre 2005, ore 24/11/2005 01:27

Non sopporto chi mi dice te l'avevo detto. Però non posso esimermi dal citare quello che dicevo sul futuro bersaglio della Nuova Inquisizione. E infatti non mi sorprendo, per nulla.

Cosa ci si poteva aspettare da Giovanardi, dal bigottismo uddicìciccidiblablabla dei vari Volontè e Buttiglione, dall'integralismo talebano degli epurator ex fascisti trombati alle regionali? Cosa ci si poteva aspettare dall'inquietante Richielieu del 2000, aka Camillo Ruini? Cosa ci si poteva aspettare dal nuovo ateo devoto Giuliano Ferrara, alla ricerca di un pensiero forte che innervi il suo cieco occidentalismo crociato?

Auguro con tutto il cuore a questi figuri (eccetto Ruini, obviously, anche se non si sa mai...), che discettano di aborto senza che ne siano stati toccati, che una loro figlia sedicenne resti accidentalmente incinta. Ops, forse sono stato troppo cattivo. Leggetevi allora questa straordinaria lettera di Guia Soncini al direttore del Foglio. Lunghetta, ma definitiva. Via Sabelli.

Ps: non so voi, ma a me Ruini ricorda terribilmente  il cattivissimo vescovo di Ladyhawke.

Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : politica, polemiche, humour, attualità, and no religion too

mercoledì, 23 novembre 2005, ore 23/11/2005 14:31

E' la notizia che tanti sardi aspettavano.

Magari. Vedremo gli sviluppi.

Certo che se la Maddalena si trasformasse in un set da isola dei famosi, beh, forse sono meglio i sommergibili nucleari.

Permalink ¦ commenti (12)¦ commenti (12)(popup)
categoria : humour, attualità, americanos

martedì, 22 novembre 2005, ore 22/11/2005 19:31

Ciao ciao. Approfitto di questa toccata e fuga in quel di Macondo per postare, finalmente.

Periodo particolare, sto ancora ad Alghero e ho poco tempo. Sorry, la mia produzione si è alquanto rarefatta.

Spero di ripartire al più presto, con un pò di tempo in più e qualche preoccupazione in meno.

Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : my own private life

venerdì, 11 novembre 2005, ore 11/11/2005 11:17

Beh, ora che è finito lo posso confessare: sono uno dei pochi italiani che non ha visto il programma di Celentano. Vuoi per la permanenza in Irlanda, vuoi per problemi familiari, vuoi per altro. Anche se fra Tg, blob e pillole varie ho visto gli spezzoni di Santoro, Benigni, ecc ecc.

La settimana scorsa volevo vedermelo, ma ho resistito a mala pena cinque minuti. Niente, Celentano che canta le sue canzoni mi fa venire l'orticaria. Ho preferito girare ad Arma letale 2, quello dove la coppia se la prende contro una cricca di bastardi e razzisti sudafricani in tempo di apartheid. Praticamente nel periodo in cui Mandela si faceva anni ed anni di carcere, malgrado la mobilitazione del congresso Usa, alla quale si oppose quel sant'uomo di Dick Cheney. Va beh, questa è un'altra storia.

Finito il film son tornato su Rockpolitick e ho beccato proprio quello che volevo: Patti Smith ospite di Celentano. Si inizia con una gigantografia di Pasolini e la sua voce in sottofondo, poi entrano le prime note al piano di Because the night, a firma Springsteen-Smith. E la Patti sul palcooscenico, con i suoi splendidi capelli grigio cenere, a cantare della notte, che appartiene agli amanti. Bei momenti.

Fine del pezzo, filmato e voce narrante ancora di PPP. Si avvicina Celentano ed inizia la mini intervista. La parte migliore è quella dedicata appunto a Pasolini, ma ottima è anche la parte spirituale, con la Patti che parla del suo rivoluzionario Personal Jesus. Il resto è meno interessante e assai prevedibile, perchè le posizioni politiche della Smith sono note da trent'anni. Ah, Celentano ha fatto una figura da mezzo ignorante e qualunquista, come del resto è sempre stato.

Ieri invece volevo vedermi la Guzzanti, ma mi sono accontentato di qualche pillola su Porta a Porta.

Concludendo, non posso sicuramente esprimere un'opinione su qualcosa che non ho visto. Ma ho trovato una scappatoia: andrò a leggermi le dichiarazioni in merito del prode aennino Bonatesta. Ecco, senza dubbio la penserò esattamente al contrario, qualunque cosa dica.

Scommettiamo?

Permalink ¦ commenti (15)¦ commenti (15)(popup)
categoria : polemiche, personaggi, televisione

mercoledì, 09 novembre 2005, ore 09/11/2005 11:54

Pogues - Dirty old town

Doctor & the Medics - Spirit in the sky

Mark Lanegan - Carry home

Bob Dylan - A hard rain is gonna fall

Joy Division - Love will tear us apart

Permalink ¦ commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria : top 5 records of today

lunedì, 07 novembre 2005, ore 07/11/2005 11:20

Legalità. In questa parolina, nelle sue differenti interpretazioni, sta il nocciolo dell'affaire Cofferati. Nel caso del sindaco di Bologna, oggi legalitario equivarrebbe ad un insulto, sinonimo di fascistoide, cileno, come ha scritto un Manifesto ormai caricatura del gran giornale che fu.

Legalitari furono anche Falcone e Borsellino. Legalitario fu anche Guido Rossa, operaio comunista ammazzato come un cane per aver denunciato l'infiltrazione illegale delle BR nella sua fabbrica.

Illegale fu invece la protesta di Gandhi. Illegale fu il gesto di Rosa Parks, che rimase seduta nella zona riservata ai bianchi, in un autobus della sua città. Illegale fu la guerra partigiana, combattuta da banditi che diedero il loro sangue per liberarci dai nazifascisti.

Insomma, si torna inevitabilmente alla solita questione della sproporzione delle illegalità. Tu da che parte stai? Dalla parte del poveraccio che rapina una banca o dalla parte del ladrone legalizzato che quella banca l'ha fondata, e che magari è pure invischiata in inconfessabili traffici d'armi?

Il dubbio è d'obbligo, piuttosto e anzichenò. L'illuminato dubbio, che mi pare manchi del tutto tra i movimentisti e i rifondaroli, contrari senza se e senza ma alle opzioni legalitarie del cinese-cileno.

Prescindiamo per un attimo dal Cofferati icona della sinistra. Cofferati è l'amministratore di una grossa città. Questa città, i suoi abitanti, nella loro stragrande maggioranza, chiedono sicurezza, chiedono che davvero la libertà di qualcuno finisca dove inizia quella altrui. E cosa ti fa l'amministratore? Ascolta i suoi cittadini e i loro problemi, cercando di risolverli, anche se questa soluzione cozza con la sua formazione politico-culturale. E via con gli sgomberi, via con le ruspe sul lungo Reno, dove pare vi sia anche grosso pericolo per le baraccopoli, via con l'eliminazione dei lavavetri ai semafori, dietro ai quali si celerebbe un pericoloso racket.

Sintetizzando: Cofferati pensa che la politica della sinistra radicale nei confronti dell’immigrazione clandestina, e cioè non fare assolutamente nulla, per via delle cause pregresse di persecuzione e povertà, sia ormai una politica inefficace e insostenibile. Epperò pensa pure che le posizioni della destra più becera in merito, cioè liberarsi sbrigativamente di questi immigrati e rimpatriarli a calci in culo, sia una posizione altrettanto insostenibile, crudele e cinica.

Il sindaco ha scelto una via di mezzo, riconoscendo le esigenze di maggiore sicurezza dei suoi cittadini  perseguendo gli immigrati illegali, tentando però di trattarli in modo dignitoso e giusto, anzi, consentendo loro di restare in Italia, purchè rispettino le leggi e facciano il possibile per integrarsi.

Ora, anch’io rimango un po’ perplesso dinnanzi tanto decisionismo,  e mi piacerebbe una maggiore collegialità nell’affrontare simili tematiche.  Capisco però anche la posizione di chi deve rispondere del suo operato alla cittadinanza che l’ha eletto. Eppoi, a quanto dice Adriano Sofri su Rep., pare che gli alloggi pubblici assegnati in un anno di amministrazione siano stati 620, contro i 249 del’ultimo anno di Guazzaloca. E il venti per cento di questi sono andati ad immigrati. Il piano comunale prevederebbe poi la costruzione di 3000 alloggi di edilizia sociale nei prossimi dieci anni. Già qualcosa, vero? Almeno mi confonde un po’ le idee, a differenza delle granitiche certezze di quei polli d’allevamento eternamente contro.  E non vale il richiamo alle banlieues parigine in fiamme. Per capirlo basta vedersi la straordinaria opera prima di Mathieu Kassovitz, L’odio, che definire profetico è poco.

Che poi, leggere di alcuni ragazzotti, a loro dire democratici, che in piazza apostrofano Cofferati come Tex, manco costui fosse un Pinochet…che tristezza! Questi Tex Willer non l’hanno mai letto, altrochè. Tex di destra? Certo. Perché sposato con una Navajo, perché sta sempre dalla parte dei pellerossa e vive con loro, perché non sopporta il razzismo verso gli afroamericani, perché odia “gli scaldasedie a Washington”, perché aiuta i rivoluzionari messicani a liberarsi dei dittatori, perché difende i piccoli allevatori dalle prepotenze dei grandi latifondisti.

Sì, un fascista, il buon Tex. Magari non quanto Dylan Dog, oppure il mio amato Ken Parker, ma pur sempre un fascista. E allora anch’io sono un fascista.

Bah. Polli d’allevamento.

 

 

 

 

Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria : politica, polemiche, personaggi, attualità, povera patria