Oggi ho pensato seriamente, per un attimo, che dovrei fare il correttore di bozze. Ma solo per un attimo.
Mentre leggevo Repubblica ecco che ti becco un paginone con i due insopportabili dentoni di 892 892. Praticamente si tratta di una pagina intera a pagamento dove questa esimia società precisa un pò di cose, soprattutto sulle voci che circolano riguardo i costi piuttosto alti del servizio. Evvabè.
Ma l'occhio è subito caduto su una perla, una topica colossale:
"Domani il 12 chiude. Succede. Quando le cose cambiano c'è sempre un pò di confusione. Come ora che il mercato dell'informazione telefonica si liberalizza è non è facile essere bene informati...".
Sottolineatura e grassetto miei.
Sic!
Ora, come si fa a prendere granchi simili? Altro che dottor cappella, altro che correttore di bozze. Lo avrebbe notato anche un bambino delle elementari.
Mah.
Ehm...
"...come un istante "deja vu", ombra della gioventù..."
“Oddio come sono depresso!” direbbe Woody Allen.
Beh, normale, direste. Settembre è sempre un trauma. La fine dell’estate, la fine delle vacanze, partono tutti, il compleanno, ritorna l’orrida quotidianità. Certo. Ma non avete ancora capito cos’è Macondo.
Qui abbiamo l’inverno artico. Dura undici mesi e dieci giorni. Il resto, venti miseri giorni, è l’estate, che in un battibaleno lascia il posto ad un nuovo, lungo inverno artico. Strano che non siano ancora usciti fuori i Sigur Ros locali. Ma tant’è.
Malegria, quindi. Sicuramente amplificata da una sorta di limbo in cui mi trovo, di cui ho parlato QUI.
Tra qualche giorno il sottoscritto prende armi e bagagli per trasferirsi in quel di Dublino. E per starci un bel po’, almeno si spera.
Ripartire da zero. Entusiasmante, sicuro, ma non è così facile. Le piccole cose. Per dire, è una vita che non mi carico la lavatrice, che non uso il ferro da stiro, che non mi preparo da mangiare ( vabbè, questo no, non del tutto…).
Mollare tutto, alla Pozzetto, come mi dice un caro amico? Boh.
Brrr…
"Bene bene, Cristina Parodi è tornata a condurre l'approfondimento di Verissimo: il tg5..."
By Mago Forest, su Mai dire lunedì.
Applausi
Depeche Mode - Enjoy the silence
Mark Lanegan - One way street
Sleater-Kinney - Entertain
Afterhours - Strategie
Franco Battiato - Prospettiva Nevskij
Volete un riassunto di Pulp Fiction in 30 secondi? Oppure preferite Scream? Magari per qualcuno andrebbe bene Il grande freddo. No, meglio L'esorcista, o Alien. Massì, anzi, no. Preferite Titanic?
Visitate questo sito. Parodie in pillole di film famosi, in cartone animato. Da gustare.

E basta! Manca solo che la Kate venga riconosciuta colpevole di aver fornito la roba al povero Pantani.
Si può essere più ipocriti dei tanti soloni moralisti e finto-perbenisti che pontificano severi, per poi andare in bagno a tirare come dei bidoni aspiratutto, per dirla alla Serra?
Va beh, lo so, la classica formuletta sex, drugs & rock 'n roll ha ormai fatto il suo tempo. Però lei e Pete il tossico sono (erano?) una gran bella coppia.
E poi alla protagonista del video di I just don't know what to do with myself si deve dare un'altra chance, cribbio
Curioso. Dopo aver assistito a questo sequel, tipo Il ritorno dello jedi, ho trovato un articolo del Corriere che riporta un'ennesima classifica nickornbyana. Stavolta viene ripreso il sondaggio di un sito web tedesco, che classifica i film più commoventi della storia.
Beh, ha vinto Ghost, e questo era prevedibile, almeno quanto la mancata concessione di un rigore contro la Juve. Secondo Bambi, cartoon che non ricordo, malgrado l'età. Eppoi, E.T, Ufficiale e gentiluomo (?!?), Titanic, Love Story (ebbè!) e così via.
Bueno, evito di sindacare sulle scelte, perchè avrei tanto da dire. Lascio qualche titolo scelto da me, in ordine sparso, of course:
- Eternal sunshine...(non ho voluto mettere il titolo italiano)
- La sottile linea rossa
- Le due inglesi
- Million dollar baby
- Mare dentro
- I cento passi
- Gli amanti del circolo polare artico
- La stanza del figlio
- L'ultimo dei mohicani
- Terra e libertà
- Jules and Jim
- Bullett in the head
Sono i primi che mi son passati per la testa. Ci aggiungo, arbitrariamente, un vecchio cartone animato: Remi. Ah, quanto ho pianto quando è morta la scimmietta!