Bright Eyes - First day of my life
Libertines - Can't stand me now
White Stripes - I just don't know what ...
Csi - And the radio plays
Manu Chao - Minha galera
Epperchè, c'è ancora in giro qualche anima bella che si indigna per queste piccolezze?
Del resto, mia cara, di che si stupisce?
Suvvia, dai
Uno pensa di aver visto di tutto nella vita.
L'attacco alle torri, Calderoli e Buttiglione ministri, le guerre Cnn style, Zalayeta che vince scudetti. E così via.
Ma il massimo è stato leggere l'articolo su Repubblica di oggi di Edmondo Berselli. Non ho trovato una volta che sia una la parola "Postmoderno". Incredibile.
Ora ci manca solo che Bocca non usi più la parola "Anarcoide". O che l'Inter rivinca lo scudetto. O che Cristian Rocca ammetta di aver avuto torto almeno una volta nella vita.
Lo so, lo so. Chiedo troppo.
Inutile dannarsi più di tanto. L'evoluzione del genere umano prosegue in modo inversamente proporzionale al passare degli anni.
Venerdì me ne sono andato ad Alghero assieme al buon Johnatan Richman. Pomeriggio al mare e serata ad una festa, a rifarci gli occhi. Tutto molto bello.
Sabato torno a Macondo e subito i tg mi riportano sulla terra. A Londra un giovanotto brasiliano, presunto terrorista, viene freddato da terrorizzati bobbies. In Egitto i macellai islamici fanno strage nel paradiso delle vacanze.
What a wonderful world...
Ormai son cazzi. Questa guerra al terrorismo la stiamo perdendo, altrochè. Se rinunciamo al nostro modo di essere, alle nostre libertà, in nome della sicurezza, i macellai hanno vinto. Penso al povero brasiliano. Magari gira con un pezzo di fumo in tasca. Si accorge di essere seguito da due tipi (in borghese) un pò così. Il panico si impadronisce di lui. Inizia a correre terrorizzato. Viene bloccato nella tube, immobilizzato, si vede puntare una pistola in testa. Clock. Si spegne la luce. Brrr.
Leggete QUI, mi pare basti. Va beh, direte, prova tu a fare il poliziotto in un momento simile, prova tu a decidere se uccidere un uomo o magari vederlo esplodere in mezzo alla folla. Vero. Però loro vogliono questo. E stanno vincendo.
E le soluzioni? O vogliamo rimanere ai deliri di un qualunque leghista piccolo piccolo? O vogliamo rimanere alle rabbiose invettive fini a se stesse di " Ariana " Fallaci?
La Fallaci. Non ho letto il suo ultimo campionario di prodezze. Basta. Ne hanno parlato tutti. Ormai mi sembra inutile, a meno che una non voglia apprezzarne lo stile, la scrittura. La forma. Ma la sostanza...
Che poi bisogna anche riconoscerli il dono della sintesi. Per leggere un suo pezzo uno ci perde mezza giornata. E si tratta solo del lead !.
E' una sottospecie di Cassandra. Mi ricorda il prete del film di Troisi, quello di "Ricordati che devi morire! Ricordati che devi morire!". E mi sa che porta pure un pò di sfiga. Ormai quando vedi in prima pagina il richiamo del suo articolo ti viene voglia di toccarti, tipo Oronza Canà con Crisantemi. Tiee!
Gli scritti della Fallaci sono solo invettive contro un mondo islamico che lei vede come un tutt'uno, contro il Corano che minaccia la nostra pacifica civiltà e religione - e Srebrenica? Va beh - , contro l'imbelle Europa che si avvicinerebbe ad una sorta di fantastica Eurabia.
Va bene, è una situazione difficile, delicata. Allora? Che fare? Cosa propongono le cassandre dello scontro di civiltà? Nulla. Solo una vagheggiata specie di soluzione finale.
Quindi, che fare? Siamo tutti d'accordo che a questo terrorismo si deve rispondere in modo fermo, duro. Ma come? Dove? Chi?
Per ora l'unica cosa sicura è che la guerra in Iraq, che c'entrava col terrorismo come Biscardi con l'italiano, non ha reso il mondo più sicuro. Anzi.
Resta la domanda: come difenderci e allo stesso tempo rimanere noi stessi?
Come conciliare la sicurezza e la difesa delle nostre conquiste civili?
Eh si, proprio It's the end of the world as we know it.
And i don't feel fine.
Per Luciano Ligabue di Correggio, detto il Liga - e basta con questa mania tutta italiana dei diminutivi. Liga, Vale, Sheva, Gila...che palle - ho sempre provato una strana attrazione/repulsione. Non sopporto molte delle sue canzoni, in primis l'orrida Il mio nome è mai più, con i due compari, il cecchettiano-folgorato-sulla-via-di-Fidel e ascella pezzata Pelù.
Non mi piace il suo essere ormai eccessivamente nazionalpopolare, sorrisi e canzoni, Festivalbar, "queste notti quiiivi.."
Epperò. Ognuno ha il suo Battisti, come spiega, al solito in modo straordinario, il sommo Scanzi.
Il nostro ha dei guizzi da fuoriclasse che lo elevano ben al di sopra dell'avvilente media del nostrano panorama musicale, perlomeno quello mainstream.
Ricordo l'album d'esordio. Una piacevole sorpresa. E Buon compleanno Elvis, anche questo buono, esclusi due o tre pezzi.
Alcune canzoni davvero belle. Ho messo via, Il giorno di dolore che uno ha, Leggero. E Ho perso le parole. Un libro, Fuori e dentro il borgo, che mi riprometto di leggere, prima o poi.
La regia di un film-sorpresa come Radiofreccia, carino, ben fatto, con al suo interno un momento sconfinante nella più pura poesia minimale: il monologo di Freccia, solo in radio. Il suo atto di fede. Straordinario.
In un vecchio numero del Mucchio, Andrea Scanzi faceva suo quel monologo, scrivendone uno bellissimo. Ricordo che un mio amico dopo averlo letto mi disse: "Questo l'hai scritto tu. Ti hanno pubblicato una lettera". Si, le seghe. E' che Scanzi mi è assai vicino, in quanto a gusti e sensibilità. Magari scrivessi con almeno un decimo della sua efficacia. Magari.
Va beh, QUI trovate il monologo originale di Freccia, dal film. Questo qua sotto, invece, è mio. Il mio atto di fede. I believe.
Credo nei gol di Marco Van Basten e nei riff di Francis Black.
Credo in Francois Truffaut.
Credo che lo sguardo commosso di mio padre dopo la mia laurea lo ricorderò per sempre.
Credo che l'amore eterno sia una chimera hollywoodiana e che Faber abbia detto tutto in proposito ne La canzone dell'amore perduto.
Credo anche di essere deficiente, visto che malgrado tutto continuo a cercare.
Credo che in un mondo perfetto i Go Betweens avrebbero venduto più dischi di Michael Jackson.
Credo che non ci sia nessun Dio. Altrimenti saremmo stati tutti inceneriti. Tutti. Da millenni.
Credo che le donne siano molto più intelligenti degli uomini.
Credo che non riuscirò mai a non avere i lucciconi durante il finale di Blade Runner.
Credo che la voglia di scappare da un paesino di 1500 abitanti non è come scappare da te stesso, perchè da te stesso non ci scappi, nemmeno se sei Pantani sul Galibier. E' solo voglia di fuggire da quella che è diventata una prigione. Bella fin che vuoi, ma pur sempre una prigione.
Credo che un Milan come quello degli olandesi non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altri belli in maniera diversa. Magari senza Berlusconi.
Credo in Lou Reed e Joe Strummer.
Credo di avere la sindrome di Ally Mcbeal.
Credo nelle volee di Stefan Edberg, nel gol di Maradona contro l'Inghilterra e in quello di Ryan Giggs contro l'Arsenal, anni fa.
Credo che un film come Lost in translation noi italiani ormai ci sognamo di farlo.
Credo che Tarantino sia un genio e che Kill Bill sia l'elevazione a sublime dell'arte della citazione.
Credo che sarà dura tirare avanti con 800 euro al mese, se e quando te li danno, e credo che se non leccherò culi come fanno in tanti difficilmente le cose cambieranno.
Credo che uno come il Berlusca ce lo siamo meritati, noi italiani furbetti, imbroglioni e pressapochisti.
Credo in Terrence Malick e in Nick Hornby.
Credo che La sottile linea rossa sia poesia pura e che lo rivedrò un altro milione di volte.
Credo che il paradiso esista. Eccolo.
Credo in Carlito Brigante, che muore sulle note di You're so beautiful.
Credo che Dio, se esistesse, avrebbe la voce di Johnny Cash. E la madonna quella di Eva Cassidy.
Credo che viviamo in un mondo di merda. Per fortuna c'è Daniele Luttazzi.
Credo che alcuni numeri di Ken Parker e di Dylan Dog andrebbero conservati in un museo come reliquie preziose.
Credo che il sesso sia una delle cose per le quali vale la pena vivere. Credo che però fare l'amore sia una cosa diversa, un'esperienza che sfiora l'infinito.
Credo in Cormac Mccarthy e nella sua triologia del border.
Credo che Laura Morante sia la mia donna ideale.
Credo che se De Andrè fosse stato americano o inglese sarebbe stato considerato al livello, o meglio, di un Bob Dylan.
Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che il rock 'n roll, il cinema, qualche amichetta, gli amici, ogni tanto questo buco lo riempiono.
Ogni tanto.
La sera uno gironzola distrattamente col telecomando, mezzo rintronato dal caldo e cosa ti trova su Sky?
Tatatataaa...direttamente dagli early ninenties, Singles, l'amore è un gioco.
Quanti ricordi. Visto per la prima volta alla sua uscita, al cinema, nel 1992 o giù di lì.
Per carità, non è mica Jules and Jim. Un filmetto categoria carino, due stellette-mereghette. E pure un pò furbo, nel suo celebrare Seattle, l'età dell'oro del grunge, i doc martens, le camicie a quadri. Va beh, il regista è Cameron-fighetto-Crowe. Anche qui, ci starebbe da Dio un bel Don't believe the hype, soprattutto col senno di poi.
Tutto quello che volete. Però...
Eddie Vedder, Stone Gossard e Jeff Ament che guardano estasiati un documentario su api ed alveari.
Seattle, splendida, Feel on black days.
Un improbabile Matt Dillon e una deliziosa Bridget Fonda.
Chris Cornell young and wild.
Il povero Layne con la sua voce di cartavetra, che canta Would.
Le musiche di Paul -Dyslexic heart - Westerberg senza i Replacements.
Le fenomenali magliette della Sub Pop.
Eh si, proprio glory days.
Boh. Sarò pure fuori dal mondo, ma io tutta questa pazzia per il Sudoku proprio non la vedo.
Per carità: giochetto carino, bel passatempo, che sicuramente ti prende, per un quarto d'ora. Ma da qui a farne il fenomeno planetario del momento ce ne passa.
A sentire Corriere e Repubblica - addirittura il Venerdì di Rep. ne ha fatto la cover story - non ci sarebbe casalinga, di Voghera o meno, immune dalla nuova moda.
Mah.
Che dicevano i Public Enemy?
Don't believe the hype. Appunto.
Velocissimo, solo per presentarvi il mio nuovo guardaroba.
Semplice semplice.
Ve gusta? Tanto è lo stesso.
Grazie a Pannasmontata, artista dei template.
A presto.